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Tanzania 2011

Percorso

Tanzania

Percorso animato

25-dicembre-2011 Milano/Roma– Dubai
26-dicembre-2011 Dubai – Nairobi – Arusha
27-dicembre-2011 Arusha – Mto Wa Mbu – Lake Manyara
28-dicembre-2011 Lake Manyara – Ngorongoro
29-dicembre-2011 Ngorongoro – Seronera (Serengeti)
30-dicembre-2011 Seronera – Lobo (Serengeti)
31-dicembre-2011 Lobo – Wasso – Lago Natron
1-gennaio-2012 Lago Natron – Arusha – Nairobi
2-gennaio-2012 Nairobi – Dubai – Roma






La scheda viaggio di Avventure nel Mondo AnM

Racconto

Come in un documentario (Maria Pia Roccotelli)

Un viaggio in Tanzania è come fare un tuffo nei documentari di Piero Angela, tutti gli animali della savana visti nelle innumerevoli trasmissioni televisive sono qui e sono liberi: sembra di essere approdati in un vero e proprio paradiso terrestre.

Le immense distese erbose disseminate di acacie isolate sono l'habitat ideale di numerose specie erbivore, che si spostano in branchi, in base alle stagioni, alla ricerca di cibo e acqua. Non mancano i carnivori, famosi per la loro agilità ed eleganza. La savana è casa di leoni, ghepardi, sciacalli, leopardi, licaoni e iene, ma anche di elefanti, giraffe, zebre, gazzelle, antilopi e gnu.

25-dicembre-2011: Roma– Dubai

Un giorno di Natale decisamente inconsueto questo: in partenza per la Tanzania, il banchetto tradizionale sostituito da un veloce panino in Autogrill lungo l'autostrada che ci porta all'aeroporto di Roma. L’altra metà da Milano, ci congiungeremo a Dubai.

26-dicembre-2011: Dubai – Nairobi – Arusha
La frontiera con il Kenya

Arrivati a Dubai trascorriamo le ore in attesa della coincidenza per Nairobi cercando di dormicchiare sulle poltrone dell’aeroporto. Al gate il fatidico incontro con il resto del gruppo. Arrivati a Nairobi ci affrettiamo a recuperare il bagaglio per poi fare il visto di ingresso in Kenya. Fuori dall'aeroporto il nostro autista e il suo bus ci aspettano per portarci ad Arusha.

Abbiamo provveduto al visto per la Tanzania dall'Italia, ma nonostante ciò perdiamo parecchio tempo alla frontiera fra Kenya e Tanziania, dove subiamo l'agguato delle donne masai che cercano di venderci souvenir attraverso i finestrini del nostro bus. Arriviamo ad Arusha che è già sera. Ci sistemiamo nelle camere e vista l'ora decidiamo di cenare in hotel. Dopo cena insieme a qualche coraggioso vorrei azzardare un giro fuori ma alla portineria ci consigliano di non farlo perchè potrebbe essere pericoloso, rinunciamo senza problemi, vuol dire che avremo a disposizione qualche ora di sonno in più.

27-dicembre-2011: Arusha – Mto Wa Mbu – Lake Manyara
Le nostre jeep

Al mattino subito dopo colazione arrivano le nostre tre jeep con tutto il materiale per il campeggio prenotato dall'Italia, a bordo insieme agli autisti c'è il nostro cuoco. Insieme a un piccole drappello del gruppo monto su una delle jeep per andare a cambiare gli euro in scellini e, accompagnati dal nostro cuoco, a fare provvista di viveri, prima al supermercato e poi al mercato. Il supermercato è una tappa obbligata per tutti i turisti, infatti pieno di occidentali. Realizziamo che la criminalità deve essere un probema serio, infatti all'uscita del supermercato i vigilanti controllano che la merce nel carrello corrisponda a quanto riportato sullo scontrino.

La sosta al mercato si trasforma in una specie di evento, attorno a noi si raduna una piccola folla, il nostro cuoco impartisce ordini all'uomo della bancarella che si rivolge agli altri titolari di bancarelle per la merce che non ha a disposizione. Alla fine degli acquisti ci viene il dubbio che il conto sia un po' gonfiato, ma d'altra parte non abbiamo modo di verificare e la cifra in fondo non è poi esagerata, fa parte del gioco spennare un po' i turisti.

Rientrati in hotel scopriamo che uno dei ragazzi del gruppo è stato accompagnato da suo padre medico al pronto soccorso perchè sanguinava copiosamente dal naso, deve sottoporsi ad un esame del sangue e questo potrebbe ritardare la partenza. Concordiamo che una jeep e tutta la famiglia del ragazzo resti ad Arusha, ci raggiungerà non appena possibile. Raggiungiamo il camp di Mto Wa Mbu, scarichiamo le jeep e ci accingiamo al montaggio delle tende, per qualcuno è la prima esperianza in tenda e a guardarli cimentarsi con i pali dell'igloo sembra di assistere a "Oggi le comiche". Nel frattempo il cuoco si è installato nella capanna che funge da cucina per prepararci la cena.

Elefante

Intanto ci raggiunge la jeep rimasta ad Arusha, ci tranquillizziamo perchè il ragazzo non ha alcun problema, probabilmente solo un strascico dell'influenza appena passata. Lasciamo il campo per il nostro primo game drive al lago Manyara da vedere. Vediamo i primi animali ma sono alquanto lontani: babbuini, giraffe, gazzelle, bufali, ippopotami, riusciamo a fotografarli solo con i potenti zoom. Qualcuno non nasconde una certa delusione, tutti pensavamo che li avremmo visti a pochi metri da noi, riponiamo le nostre speranze nel parco del Serengeti e Ngorongoro. Ritorniamo al campeggio, facciamo i turni per la doccia prima di cenare. Dopo cena sotto le stelle inauguriamo un rito che si ripeterà per tutte le sere a venire: il gioco dei mimi.

28-dicembre-2011: Lake Manyara – Ngorongoro
Mercato

Sulla strada per Ngorongoro facciamo una sosta in un villaggio per comprare la carbonella che il cuoco ha dimenticato di comprare ad Arusha (la ricerca della carbonella sarà un martellante refrain per i giorni seguenti), compriamo due lampade a kerosene per il Serengeti dove non c'è gruppo elettrogeno e ndizi (le tipiche banane verdi). Le altre due jeep ci precedono all'entrata del parco: gli autisti devono fare una interminabile fila per il pagamento dell'ingresso dovuta all'introduzione di un nuovo sistema per il pagamento con il quale gli impiegati non hanno molta dimestichezza.

Finalmente dopo un’ora di sosta varchiamo la soglia del parco Ngorongoro da non perdere, ma un gran scroscio di pioggia ci da il benevenuto quando giungiamo al punto panoramico dal quale si può ammirare il cratere di Ngorongoro in tutta la sua vastità. Arriviamo al camp verso le 13.30 e occupiamo subito le piazzole per le tende visto in breve tempo le tende spunteranno come funghi su tutta la superficie del campeggio. Il cuoco prende possesso del suo spazio in quello che sembra un girone infernale piuttosto che una cucina, dove si concentrano i cuochi di tutti i gruppi del campo. Ci appropriamo anche di una parte dei tavoli presenti nel locale coperto destinato a mensa, che non è abbastanza capiente da contenere tutti gli ospiti del campeggio: siamo a più di duemila metri e alla sera la temperatura si abbassa parecchio e non è piacevole mangiare all'aperto.

Ngorongoro

La vista sul cratere dal campeggio è veramente straordinaria, ne pregustiamo la bellezza nell'attesa del game drive che faremo subito dopo pranzo. Ngorongoro è una una sorta di eden dove la vita pullula: all’interno della caldera vediamo zebre, gnu, bufali, facoceri, iene, elefanti, gru coronate... L'erba alta ci preclude la vista di due di leoni che sonnecchiano, riusciamo ad intravvederne solo la criniera, scorgiamo l'inconfondibile sagoma di un ghepardo che si sta allontanando dalle nostre auto, e ancora due leonesse in compagnia di maschio che si muovono tra l’erba. Lasciamo questo incantevole posto a malincuore ma i cancelli chiudono alle 18.00. Mentre ci avviamo all'uscita in lontananza avvistiamo degli ippopotami in una pozza e risalendo le pendici del cratere incrociamo una iena.

L'immancabile cena preparata dal nostro cuoco non suscita molti entusiasmi, gli abbiamo chiesto di prepararci delle pietanze tipiche della Tanzania ma i sapori sono troppo distanti da quelli ai quali siamo abituati e l'ugali (una specie di polenta preparata con farina di manioca) non ha molto successo ed una ragazza del gruppo elemosina delle patate fritte dai turisti tedeschi che ci siedono a fianco. Dopo cena mentre facciamo il solito gioco dei mimi nel locale mensa, sentiamo giungere dall'esterno un gran trambusto, ci precipitiamo fuori e riusciamo a vedere nella fioca luce che filtra dalla cucina un grosso elefante che si aggira intorno al campo. Durante la notte, coloro che si recheranno alla toilette avranno un incontro ravvicinato con i bufali che si aggirano indisturbati tra le nostre tende.

29-dicembre-2011: Ngorongoro – Seronera (Serengeti)
Zebre e giraffe

La destinazione di oggi è il Serengeti da non perdere. Lungo il percorso verso Seronera ci imbattiamo in branchi numerosi di gnu, zebre e gazzelle. Ci tornano in mente le immagini cruente dell'attacco dei coccodrilli alle mandrie di gnu che attraversano il fiume durante la grande migrazione verso il Masai Mara. In questi mesi, invece, che coincidono con la stagione verde, le mandrie tendono a muoversi in maniera caotica inseguendo qua e là le piogge e la conseguente ricrescita dei germogli. Vediamo un folto gruppo di giraffe di tutte le dimensioni, talmente vicine alle jeep che restiamo senza fiato, restiamo rapiti dalla loro tranquilla andatura che conferisce loro un aspetto dignitoso e aggraziato, con il loro passo lento e misurato, spostano contemporaneamente entrambe le zampe dello stesso lato. Ci attraversano la strada e poi fuggono con il tipico galoppo stentato e goffo, il collo che oscilla avanti e indietro, mentre la coda sbatte sulla schiena a mo' di frustino.

Leopardo sull'albero

Avanziamo lungo la pista ispezionando la vegetazione circostante finchè non vediamo un leopardo solitario su una montagnola di terra che controlla un elefante che si sta avvicinando, il grande pachiderma lo raggiunge e sfila via davanti ai suoi occhi.

Più avanti avvistiamo un altro leopardo disteso sul ramo di un albero e ancora un gruppo di leonesse con un cucciolo accucciate sui rami di un altro albero, i leoni si arrampicano sugli alberi per tenere cuccioli e prede al riparo. Siamo veramente appagati da questa giornata: ci meritiamo una bella doccia rinfrescante prima di cena. Il dopo cena si svolge attorno ad un bel falò con il rituale delle chiacchiere e il gioco dei mimi, mentre alcune iene per nulla intimorite dalla nostra presenza nè tanto meno dal fuoco escono dalla folta vegetazione per frugare tra la spazzatura alla ricerca di qualcosa da mangiare.

30-dicembre-2011: Seronera – Lobo (Serengeti)
Tramonto africano

Una cosa sconvolgente per noi abitanti della sovrappopolata pianura Padana è l’immensità dell’orizzonte, possiamo vedere le colonne di polvere di lontanissime jeep senza che sia possibile sentirne il rumore. Anche se non avvistiamo molti animali, non ci stanchiamo di esplorare questi spazi, piantando, al termine di una giornata passata a vagabondare, la tenda in uno dei tanti “Public camping site” messi a disposizione dell’amministrazione dei parchi nazionali. Arriviamo a Lobo per l’ora di pranzo. Nel pomeriggio faremo un altro game drive in cui avvistiamo solo antilopi e uccelli, ma sappiamo che gli avvistamenti in natura dipendono solo dal caso.

31-dicembre-2011: Lobo – Wasso – Lago Natron
Cascata al Lago Natron

Partiamo senza colazione, che faremo a Wasso, lungo la strada, perché abbiamo terminato il pane e dobbiamo ricomprarlo. Improvvisiamo la colazione sui tavolini di plastica di un ristorante, poi provvediamo alla spesa per i festeggiamenti dell'ultimo dell'anno. Arriviamo al camp del lago Natron da vedere prima delle 14.00 e dopo un pranzo veloce ci avviamo per l'escursione alla vicina cascata interessante, il sentiero lungo il fiume, non particolarmente impegnativo, presenta molti guadi che lo rendono scivoloso e gli avventurosi in ciabatte si procurano dei bei ruzzoloni. Nel giro di meno di un'ora arriviamo alla cascata dove ci concediamo un bagno ristoratore.

Sulla strada del ritorno veniamo assaliti dalle donne masai che cercano di venderci di tutto, ma quando proviamo a fotografarle protestano vigorosamente, a meno che non si facciano degli acquisti! In tre decidiamo di visitare il vicino villaggio masai per poi raggiungere gli altri sulla riva del lago Natron, dove avvistiamo in lontananza i fenicotteri che senza binocolo sono solo dei puntini bianchi all'orizzonte. Per la cena dell’ultimo dell’anno abbiamo tenuto in serbo il panettone e le bottiglie di spumante, portati dall’Italia, gelosamente custoditi per tutto il viaggio. Brindiamo allo scoccare della mezzanotte locale e due ore dopo per il capodanno italiano.

1-gennaio-2012: Lago Natron – Arusha – Nairobi
Sulla strada del ritorno

Ultimo giorno di viaggio, in realtà solo un giorno di trasferimento verso Arusha dove arriveremo alle 13.30. Scaricate le jeep e salutati gli autisti, facciamo uno spuntino prima di rimetterci in marcia per Nairobi. Alla frontiera facciamo un po’ di coda e arrivati in aeroporto approfittiamo per spendere gli ultimi scellini rimasti, cenare, effettuare il check-in e imbarcarci in perfetto orario.

2-gennaio-2012: Nairobi – Dubai – Roma

Facciamo scalo a Dubai e le nostre strade si dividono, salutiamo chi rientra su Milano e partiamo per Roma, già avvertiamo netti i sintomi del Mal d'Africa che ci rende difficile ritornare alla nostra quotidianità. Ci assale la nostalgia dei giorni passati nella natura vergine, incontaminata e primordiale, in quell’Eden ritrovato fatto di incontri, suggestioni, immagini ed emozioni.

Foto

India

Tanzania

Il paesaggio toglie davvero il fiato: questa espressione sembra coniata nel mezzo delle pianure senza fine della Tanzania, dove gli animali si muovono liberi e dove si compie una delle più emozionanti migrazioni di tutta la Terra: quella che milioni di gnu e zebre compiono per inseguire le piogge e quindi l’erba verde.

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Video

Video

Tanzania

Uno scatto fotografico colto qua e là, decine di pagine e centinaia di parole non riusciranno mai a raccontare un mondo meraviglioso, una terra lontana e antica che con i suoi spazi sconfinati, i suoi profumi, i suoi colori ed i suoi ritmi lenti (“pole pole”) regala momenti indimenticabili che, scolpiti nella memoria, lasciano un segno indelebile; sensazioni forti, a volte eccessive, senz’altro uniche nella loro contraddittorietà. Ogni giorno mi ritrovo a pensare, passo per passo, ad ogni esperienza vissuta, ogni istante trascorso, i colori di quei tramonti infuocati, i sapori, gli amici…ricordi sempre vivi nella mia mente spesso accompagnati da un nodo alla gola.

L’Africa si percepisce contemporaneamente attraverso tutti e cinque i sensi e alla fine e proprio vero, o la si odia o la si ama! In quest’ultimo caso non se ne può più farne a meno: è una rara malattia per la quale non esistono cure, chiamata “mal d’Africa”.

Risorse

Tanzania una terra da scoprire

Tanzania National Parks

Nel regno incontaminato degli animali (Rivista ANM)

Tanzania paradiso selvaggio (Rivista ANM)

Hakuna Matata (Rivista ANM)

Un gruppo di amici alla scoperta della Tanzania (Rivista ANM)

Gruppo Karibu (Rivista ANM)

In Africa (Rivista ANM)

Hacuna Patata Guada e... Impala (Rivista ANM)

La gola di Olduvai, una finestra sul mondo (Rivista ANM)

Il prossimo anno... vado nel Serengeti (Rivista ANM)

Diario Tanzania (Rivista ANM)