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Sonda Indonesia 2014

Percorso

Sonda

Percorso animato

26-luglio-2014 Roma/Milano – Doha
27-luglio-2014 Doha – Denpasar – Ubud
28-luglio-2014 Ubud – Taman Ayun Temple – Ulun Tanu Temple – Jatiluwih – Tanah Lot – Ubud
29-luglio-2014 Ubud – Padang Bai – Gili Trawangan
30-luglio-2014 Gili Trawangan – Gili Air – Gili Trawangan
31-luglio-2014 Gili Trawangan – Gili Meno – Gili Trawangan
1-agosto-2014 Gili Trawangan – Padang Bai – Goa Gajah – Kuil Gunung Kawi – Tirta Empul Temple – Ubud
2-agosto-2014 Ubud – Sacred Monkey Forest Sanctuary – Denpasar – Tambolaka – Waikelo Sawah waterfall – Waikabubak
3-agosto-2014 Waikabubak – Prai Ijing – Waigalli – Prai Goli – Marosi beach – Waikabubak
4-agosto-2014 Waikabubak – Waitabar – Galu Bakul – Tarong – Ratenggaro
5-agosto-2014 Ratenggaro – Pero beach –Tambolaka - Ende – Moni
6-agosto-2014 Moni – Vulcano Kelimutu – Moni – Wologai – Ndua Ria – Panggajawa – Riung
7-agosto-2014 Riung – Tour 17 isole – Riung
8-agosto-2014 Riung – Terme di Soa – Bena – Tololela – Gurusina – Bajawa
9-agosto-2014 Bajawa – Ruteng – Cancar (risaie ragnatela) – Labuanbajo
10-agosto-2014 Labuanbajo – Rinca – Notte in rada a Komodo
11-agosto-2014 Komodo – Pink Beach – Manta Point – Gili Banta – traversata Komodo Sumbawa
12-agosto-2014 Pulau Satonda – Pulau Moyo – notte in rada
13-agosto-2014 Gili Kondo
14-agosto-2014 Gili Kondo – Labuhan Lombok – Senggigi – Padang Bai – Kuta
15-agosto-2014 Kuta – Denpasar – Doha
16-agosto-2014 Doha – Roma/Milano

La scheda viaggio di Avventure nel Mondo AnM

Racconto

A caccia di draghi (Maria Pia Roccotelli)

Sumba, Flores, Komodo e Rinca, tra le più sconosciute dell’arcipelago delle Piccole Isole della Sonda, offrono una grande varietà di ambienti, popolazioni e scenari diversi. Sumba, con le bellissime spiagge e con gli interessanti villaggi di cultura Marapu, con le case dagli alti tetti spioventi e le tombe megalitiche. Flores, con i suoi piccoli e incontaminati villaggi tradizionali situati nella foresta e sulle pendici dei vulcani. Komodo e Rinca, le isole coralline nel Parco Naturale Marino di Komodo, che ospitano i varani giganti. Un viaggio tra culture sconosciute e una natura stupefacente, che si conclude con 5 giorni a bordo di una barca spartana a contatto con uno splendido mare.

26-luglio-2014: Roma/Milano – Doha

Metà gruppo parte da Roma e metà da Milano e ci incontriamo all'aeroporto di Doha.

27-luglio-2014: Doha – Denpasar – Ubud

Arriviamo a Denpasar in orario e dopo una lunga fila per il visto recuperiamo i bagagli e raggiungiamo il nostro bus che ci aspetta fuori dall’aeroporto. Facciamo tappa a Kuta presso l'agenzia che ci ha procurato tutti i servizi di Bali e dopo una veloce cena il bus ci porta al nostro hotel a Ubud.

28-luglio-2014: Ubud – Taman Ayun Temple – Ulun Tanu Temple – Jatiluwih – Tanah Lot – Ubud
tempio Ulun Danu

Il nosto bus si fa strada in mezzo ad una marea di macchine e motorini, ai fabbricati bassi che ospitano negozi di vario tipo si alternano campi, le prime risaie, i templi e una vegetazione rigogliosissima. Destinazione Taman Ayun Temple da vedere. Il «tempio in un bel giardino» circondato dall'acqua e ornato da una vasca in cui galleggiano i fiori di loto, invita alla contemplazione. La serie di meru (altari dai tetti multipli), e i loro emblematici profili gracili, contribuiscono a dare a questo tempio, uno dei più grandi dell'isola, un fascino incomparabile.

Percorriamo una trafficatissima strada in salita tutta curve alla volta del tempio Ulun Danu da vedere su una piccola penisola sulla riva del lago Bratan e sembra quasi galleggiare sull'acqua su uno sfondo di montagne avvolte nella nebbia. Il lago svolge un ruolo fondamentale nell’irrigazione di questa zona e della parte meridionale dell’isola; per questo il tempio è dedicato alla dea dell’acqua Dewi Danu. Approfittiamo della sosta pranzo per gustare dell'ottimo street food.

Arriviamo alle risaie di Jatiluwih interessante ma facciamo in tempo solo a fotografarle dal ciglio della strada perché è tardi, in questa stagione dell’anno non sono verde brillante come ce le aspettavamo.

Per via del traffico arriviamo a Tanah Lot da non perdere che il sole sta tramontando. Si tratta di un tempio indù, situato su un isolotto roccioso accessibile solo con la bassa marea, dedicato alle divinità marine e i serpenti velenosi che – pare – abitano la grotta antistante, dovrebbero servire proprio a scacciare gli spiriti marini malvagi ma non i turisti che lo affollano come questa sera!

29-luglio-2014: Ubud – Padang Bai – Gili Trawangan
Tramonto a Gili Trawangan

Ci svegliamo sotto un diluvio che non accenna a dimunuire, ci attende il traferimento a Padang Bai per prendere la barca veloce che ci porterà alle isole Gili, ma d'altra parte come farebbe quest'isola ad essere così verde se non piovesse così spesso? Armati di pazienza e kway saliamo sul bus diretto al porto. Sul molo c’è una confusione incredibile e non si capisce quale barca vada su quale isola, per fortuna ha smesso di piovere: finalmente ci fanno salire sulla barca per Gili Trawangan.

Dopo un'ora e mezza di navigazione sbarchiamo a Gili Trawangan da vedere e a piedi raggiungiamo il nostro hotel. In quest’isola non ci sono mezzi a motore, ci si muove solo a piedi, in bici o sui cidomo, carretti dipinti a colori vivaci trainati dai cavalli.

Ci sistemiamo nelle stanze e organizziamo le giornate seguenti in base alle esigenze di ciascuno: immersioni, escursione in barca per lo snorkeling, visita di Gili Air e Gili Meno.

Finalmente possiamo dedicarci alla spiaggia, ci allontaniamo dalla zona più affollata e troviamo un posticino dove stendere il telo e muniti di pinne e maschera concederci il nostro primo bagno. Avvistiamo una tartaruga e restiamo a lungo ad ammirarla. Al tramonto l'aperitivo in uno dei frequentati bar lungo la spiaggia è d'obbligo, il moijto con la menta un po' rinsecchita non è certo di prim'ordine ma il contesto ci fa dimenticare tutto.

Dopo la doccia in pochi minuti di cammino arriviamo nella downtown isolana, la zona della movida serale, c'è un turismo molto giovane e si respira un'aria un po' fricchettona.

30-luglio-2014: Gili Trawangan – Gili Air – Gili Trawangan
Sott'acqua

Oggi a gruppi ci dedichiamo alle attività precedentemente organizzate. Io non posso sottrarmi al richiamo del mare e farò immersioni insieme ad un'altra subacquea, alcuni andranno a Gili Air da vedere e altri a Gili Meno.

Facciamo due imemrsioni consecutive e prenotiamo anche la notturna. Le immersioni sono belle e vediamo alcuni squali di barriera, alcune tartarughe e un’infinità di pesci variopinti.

Facciamo uno spuntino per il pranzo e passiamo il pomeriggio in spiaggia prima di tornare al diving per la notturna. Subito dopo il tramonto partiamo per il punto di immersione, appena ci tuffiamo ci rendiamo conto che la corrente è molto forte e dopo appena dieci minuti la nostra guida ci fa il segno di emergere, in superficie ci spiegherà che non se l’è sentita di continuare l’immersione. Purtroppo l’altro gruppo che è andato in acqua dopo di noi termina la sua immersione e siamo costretti ad aspettarli con le nostre mute bagnate addosso.

Ritorniamo in hotel per la doccia e raggiungiamo al ristorante il gruppo che ha quasi finito di cenare.

31-luglio-2014: Gili Trawangan – Gili Meno – Gili Trawangan
Gili

Noi subacquee ritorniamo al diving mentre gli altri si distribuiscono tra Gili Meno da non perdere e Gili Air.

Dopo le due immersioni mattutine mangiamo un gelato e ci incamminiamo verso il lato ovest dell’isola per assistere al tramonto. Su questo lato dell’isola ci sono meno locali perché la spiaggia è meno fruibile: il corallo si spinge fino a riva mentre l'altra costa è sabbiosa. Man mano che il sole si abbassa sull'orizzonte il luogo si affolla e intanto ci concediamo una meritata birra fresca.

Concludiamo degnamente la serata con una cena a base di pesce alla griglia.

1-agosto-2014: Gili Trawangan – Padang Bai – Goa Gajah – Kuil Gunung Kawi – Tirta Empul Temple – Ubud

Al mattino presto andiamo al porto per rientrare a Bali, la barca arriva in ritardo come è prassi da queste parti dove gli orari sono solo indicativi. Durante il tragitto la barca di ferma alcune volte per un problema ad uno dei motori e arriviamo a Padang Bai molto in ritardo rispetto alle previsioni.

Goa Gajah

Visitiamo Goa Gajah da vedere, noto anche come Grotta dell'Elefante, una caverna scavata nella roccia con l'ingresso scolpito a raffigurare la bocca aperta di un grande demone. Per raggiungere il tempio di Kuil Gunung Kawi da non perdere dobbiamo affrontare una ripida scalinata intagliata nella pietra attraverso le terrazze coltivate a riso. Il complesso sarebbe stato realizzato, secondo una leggenda locale, con il lavoro di una sola notte da parte d'una mitica divinità di nome Kebo Iwa, che con le sue poderose unghie avrebbe da solo intagliato la roccia.

La nostra ultima tappa è il Tirta Empul Temple da non perdere, un luogo davvero suggestivo, affollato di pellegrini che immersi fino alla vita nelle vasche alimentate dalle sorgenti sacre attendono il loro turno per infilarsi sotto il potente getto delle fontane per purificarsi. Indossando un apposito nastro in vita possiamo anche noi avvicinarci e seguire la fila di fedeli che piano si immergono nell’acqua, presentano le offerte e seguono la strada che porta alle diverse fontanelle da cui sgorga l’acqua sacra. Percepiamo la spiritualità che pervade questo luogo.

Tirta Empul

Al tramonto rientriamo a Ubud, se vogliamo vedere le danze tradizionali balinesi dobbiamo affrettarci perché lo spettacolo è alle 19.30. La musica ipnotica è eseguita dai gamelan (musicisti tradizionali) con improvvisi cambi di tempo e passaggi a effetto tra il silenzio e il rumore assordante. Nella danza balinsese non esiste contatto fisico: ogni ballerino si muove in modo indipendente ma ogni singolo movimento del polso, della mano, del dito è importante. Anche le espressioni del viso fanno parte pienamente di una coreografia accurata che ha il fine di trasmettere l'atmosfera della danza.

All’uscita siamo affamati e dopo la cultura ci dedichiamo alla più prosaica attività della masticazione.

2-agosto-2014: Ubud – Sacred Monkey Forest Sanctuary – Denpasar – Tambolaka – Waikelo Sawah waterfall – Waikabubak

Questa mattina andiamo in visita al Sacred Monkey Forest Sanctuary da non perdere, ma ci arriviamo troppo presto e ci infialiamo in un bar con una splendida vista sulle risaie per gustarci un caffè. Appena varcato l'ingresso siamo immersi dalla giungla dove si aggirano indisturbate le famose scimmie cui il santuario è dedicato, la fitta foresta nasconde tre templi sacri che si fondono mirabilmente con la vegetazione circostante.

Sacred Monkey Forest Sanctuary

Raggiungiamo l'aeroporto dove ci imbarcheremo per Tambolaka nell'isola di Sumba. Quando vediamo il bus che ci aspetta fuori non riusciamo a trattenere le risa, tutto verde con le catene che pendono sulla parte anteriore, sembra uscito da un luna park: viene subito battezzato il brucomela!

Andiamo alle cascate di Waikelo Sawah interessante, più che una cascata si tratta di una grossa rapida che viene fuori da una grotta all’interno della quale si intravvede un laghetto che è la sorgente, peccato che intorno abbiano cementificato tutto. Arriviamo in albergo che è già buio.

Con il bus andiamo al ristorante, il cui proprietario cinese non parla inglese e la nostra guida ci fa da interprete per le ordinazioni, sperimentiamo una grigliata di maiale ma le quantità sono ridottissime e a qualcuno verrà servita solo della cotenna, rimpiangiamo le ottime cene dei giorni precedenti, ci consoliamo con il WiFi!!!

3-agosto-2014: Waikabubak – Prai Ijing – Waigalli – Prai Goli – Marosi beach – Waikabubak
Prai Ijing

A bordo del nostro brucomela in mezz’ora arriviamo al villaggio Praj Ijing da non perdere un villaggio (kampung in lingua locale) di case con il tetto di paglia a punta disposte intorno alle tipiche tombe, proseguiamo per i villaggi di Waigalli e Prai Goli da vedere. La cultura Marapu dei villaggi sumbanesi è basata su una vita terrena provvisoria e un mondo degli spiriti, in una sorta di paradiso Marapu (Prai Marapu), che esercitano un misterioso e magico potere sulla vita degli umani. Nei villaggi mi viene chiesto di firmare il libro degli ospiti e fare un’offerta, mentre offriamo agli abitanti del villaggio delle sigarette: le famose Gudang Garam al chiodo di garofano che la guida mi ha suggerito di acquistare prima di recarci ai villaggi.

Ci fermiamo in un warung per procurarci il pranzo da consumare sulla spiaggia di Marosi Beach da non perdere e trascorriamo il pomeriggio in relax su questa spiaggia di corallo bianca attorniati dai ragazzini del vicino villaggio che non ci danno tregua.

Riprendiamo il brucomela per rientrare in hotel e dopo esserci lavati a secchiate usando l'acqua (a temperatura ambiente) del nostro mandi ci incamminiamo alla ricerca di un ristorante. E dopo un bel po' di strada e lo troviamo: la qualità del cibo non è eccezionale, sono lentissimi e non c’è neppure il WiFi!

Lungo la strada del ritorno la scarsa illuminazione fa una vittima: qualcuno inciampa rovinosamente ma per fortuna senza conseguenze.

4-agosto-2014: Waikabubak – Waitabar – Galu Bakul – Tarong – Ratenggaro
Galu Bakul

Dopo colazione visitiamo il villaggio di Waitabar da verdere, quindi sostiamo alle tombe megalitiche di Galu Bakul interessante e infine raggiungiamo Tarong da vedere. Al centro del villaggio, protetti delle case, ci sono gli altari di pietra e le tombe, il legame tra la vita e la morte, sul tetto della casa i simboli del capo clan rivolti verso il cielo. Le tombe di pietra sono di tre tipi: non decorate per le famiglie comuni, con motivi decorativi per le famiglie nobili, con spade per i capi villaggio.

I locali hanno l'abitudine di masticare il betel che pare abbia un sapore piccante e un blando effetto narcotico. Effetti collaterali: annerisce i denti, inoltre i tannini del betel causano una abbondante salivazione rossa con la nesessità di sputare in continuazione.

Dopo la solita sosta in un warung per il pranzo arriviamo al villaggio di Ratenggaro da non perdere dove passeremo la notte in una delle abitazioni private, la guida ci avverte che purtroppo la toilette non c’è e che quindi dovremmo servirci della natura circostante per i nostri bisogni.

Il gruppo è un po’ turbato dalla sistemazione che ci aspetta per la notte, lasciamo zaini e sacco a pelo nella casa e in dieci minuti siamo in spiaggia, ma dopo un quarto d’ora uno scroscio d’acqua si abbatte su di noi. Cerchiamo di ripararci sotto le pietre a sbalzo che ricoprono le tombe vicino alla spiaggia, ma ci bagniamo ugualmente e quando smette di piovere ormai fradici ritorniamo al villaggio.

Subito dopo il tramonto ci servono la cena a base di riso, una zuppa di pollo e noodles, sicuramente migliore di tante altre che abbiamo consumato nelle sere passate. Andiamo a letto prestissimo, non ci sono materassi su cui stendersi ma solo stuoie di paglia. Al mattino successivo ci svegliamo tutti incriccati.

5-agosto-2014: Ratenggaro – Pero beach – Tambolaka - Ende – Moni
Ratenggaro

Alle 6.00 siamo già svegli a guardare l’alba, le nuvole sono completamente scomparse e ci precipitiamo in spiaggia. Con il sole il luogo rivela tutto il suo fascino, il fiume che si perde nella laguna a ridosso della spiaggia, le molteplici sfumature blu del mare e i tetti di paglia illuminati del villaggio sullo sfondo.

Arriva il nostro bus per condurci in aeroporto dopo una rapida sosta a Pero Beach da non perdere con le barche dei pescatori e le onde che frangono sulla scogliera. Lungo la strada ci imbattiamo in un rito funebre: stanno trascinando lungo la strada un bufalo che al termine della cerimonia verrà sacrificato, purtroppo non possiamo trattenerci e dopo qualche foto risaliamo sul bus.

Ci laviamo in modo sommario nelle toilette dell’aeroporto, facciamo il check-in e aspettiamo l’imbarco. Il volo dura veramente poco e dopo soli 40 minuti siamo già atterrati a Ende.

Aldilà del vetro della sala ritiro bagagli la nostra guida brandisce un fantasioso cartello “Marja Nel Mondo”. Arriviamo a Moni che è già buio, ceniamo in hotel e andiamo a letto presto visto che ci attende una levataccia il giorno successivo.

6-agosto-2014: Moni – Vulcano Kelimutu – Moni – Wologai – Ndua Ria – Panggajawa – Riung

La sveglia suona alle 4.00 e senza colazione saliamo sul bus per salire sul Kelimutu Kelimutu da non perdere e ammirare i laghetti colorati all'interno dei crateri che per le popolazioni locali sono la dimora delle anime degli antenati. Secondo una credenza locale il cambiamento del colore dipende dagli stati d'animo degli spiriti, che sarebbero costantemente inquieti. In 45 minuti raggiungiamo l’ingresso. Ci incamminiamo su per una scalinata che dopo poco diventa un agevole sentiero: è buio e c’è nebbia, in mezz'ora arriviamo in cima. Fa freddo e c’è vento, provvidenziali venditori di tè e caffè caldo aiutano a scaldarci.

Le nuvole non ne vogliono sapere di alzarsi nonostante il vento, aspettiamo speranzosi ma alle 7.00 comincia anche a piovere e decidiamo di tornare al bus dove aspettiamo ancora mezz’ora, ma le condizioni non migliorano, perciò rinunciamo delusi: dobbiamo accontentarci delle immagini sul cartello posto vicino al lago più in basso che mostrano come il colore dei laghi cambia nel tempo.

Dopo colazione partiamo per il villaggio Wologai da vedere e poi al mercato di Ndua Ria da vedere. Lungo la strada siamo costretti ad una sosta forzata a causa dei lavori in corso, le strade sono davvero in pessime condizioni. Ci procuriamo il pranzo e ci rimettiamo in marcia: ci attende un lungo trasferimento per Riung su una strada che è un incubo tutta buche, curve e velocità media di 30 km/h.

Panggajawa

Facciamo una sosta ristoratrice nella spiaggia blu di Panggajawa da vedere, formata da sassi di colore azzurro, utilizzati come decorazioni nelle costruzioni. I sassi blu vengono divisi per dimensione e intensità di colore, un lavoro fatto solo dalle donne e dai bambini perchè pagato molto poco.

Dopo il tramonto arriviamo a Riung, un tranquillo villaggio musulmano di pescatori costruito su palafitte che possono essere abitate anche quando la marea si alza. Ci sono solo tre ristoranti e visto che siamo un gruppo numeroso dobbiamo assolutamente prenotare, perciò la guida mi accompagna alla ricerca del ristorante. Il primo ristorante è pieno, ma il secondo accetta la prenotazione ma la cena che sarà pronta dopo un'ora.

Il cibo è davvero squisito perciò prenotiamo anche per la sera successiva.

7-agosto-2014: Riung – Tour 17 isole – Riung
Riung

Alla mattina raggiungiamo il porticciolo per il tour delle 17 isole da non perdere, ci distribuiamo su due barche a bilanciere comunemente usate dai pescatori locali. Il Parco Marino delle 17 isole in realtà conta più di una ventina di isole, ma il 17 piaceva al governo perchè ricordava il 17 agosto, giorno dell’indipendenza dell’Indonesia.

In un’ora di navigazione arriviamo all’Isola dei Pipistrelli dove avvistiamo una numerosa comunità di Flying fox (volpi volanti), che passano tutta la giornata a testa in giù sui rami delle mangrovie, che disturbate dal battere delle mani dei nostri barcaioli si alzano in volo per allontanarsi.

Altri 30 minuti di navigazione e sbarchiamo su un isolotto, con la spiaggia di sabbia bianca bagnata da acque cristalline, dove ci dedichiamo allo snorkeling: la barriera corallina presenta un’enorme varietà di coralli e di pesci variopinti, un vero e proprio acquario naturale.

Sulla spiaggia ci viene servito un ottimo pranzo a base di riso, pesce alla griglia, verdure e papaia, quindi ci spostiamo in un’altra isola di cui percorrendo un sentiero in mezzo alla vegetazione possiamo raggiungere il punto più elevato per ammirare lo splendido panorama. Facciamo un ultimo bagno prima di rientrare a malincuore in porto.

Arriviamo in porto poco prima del tramonto, il capitano della barca si offre di procurarci delle birre assecondando i nostri desideri e con la nostra Bintang in mano ci schieriamo sul pontile ad aspettare il tramonto.

Ritorniamo al ristorante della sera prima e la cena è altrettanto ottima, dopo averla divorata rimaniamo a bere qualcosa e a chiacchierare con il proprietario ed i suoi amici.

8-agosto-2014: Riung – Terme di Soa – Bena – Tololela – Gurusina – Bajawa
Il nostro bus

Alle 7.00 si parte e dopo un paio d'ore arriviamo alle terme di Soa da vedere, dove ci immergiamo lasciandoci massaggiare dall’acqua calda che scorre. Arriviamo a Bajawa e ci sistemiamo nelle camere. Per l’escursione ai villaggi abbiamo alcune defezioni, con il bus raggiungiamo un belvedere dal quale si gode una splendida vista sul vulcano Inerie da non perdere dopodichè raggiungiamo il villaggio megalitico di Bena da non perdere. Gli abitanti di questa zona conserva ancora pratiche e credi animisti e il loro completo isolamento ha permesso di mantenere pressoché intatti i loro riti relativi alla fertilità della terra, ai matrimoni, alle nascite, alle morti e alle costruzioni di nuove case.

Al centro del villaggio possiamo osservare il “Ngadhu” (simbolo maschile costituito da pali intagliati sovrastati da un tetto di paglia) e il “Bhaga” (simbolo femminile costituito dalla riproduzione di una casa in miniatura). Proseguiamo quindi a piedi per Tololela e Gurusina da non perdere, altri due villaggi simili immersi nella rigogliosa foresta. La vita tascorre tranquilla e c'è un atmosfera distesa nei villaggi annidati tra le strette vallate alle pendici del vulcano Inerie, con le case dalle facciate con le intricate e fantasiose decorazioni che richiamano i rituali animisti della società Nggada. Il bus ci aspetta nell’ultimo villaggio per riportarci a Bajawa.

Qui le temperature sono più basse e la sera bisogna coprirsi. La guida su nostra indicazione ha prenotato la cena al ristorante, ma il cibo non è entusiasmante.

9-agosto-2014: Bajawa – Ruteng – Cancar (risaie ragnatela) – Labuanbajo
Himba

Alle 7.00 iniziamo il trasferimento per Labuanbajo che è infinito: ci metteremo 12 ore, con due brevi soste alla fabbrica di arak e a Cancar.

La fabbrica di arak è una capanna in mezzo alle palme dal cui fiore si estrae il succo che viene poi distillato, compriamo due bottiglie di arak della migliore qualità per gli aperitivi in barca.

A Cancar da non perdere per ammirare le risaie ragnatela bisogna risalire un agevole sentiero che in 10 minuti conduce nel punto dal quale si domina la valle sottostante.

Avevo sperato di arrivare a Labuanbajo entro le 17.00 per tentare di organizzare qualche immersione per il giorno dopo, ma purtroppo ci arriviamo alle 19.00. Con sommo dispiacere, tutti i nostri sforzi di conciliare l'itinerario della nostra crociera con i punti di immersione che i vari diving hanno già pianificato risulteranno vani.

In una parte del gruppo, provato dal lungo trasferimento, serpeggia un po' di malcontento sulla sistemazione in hotel ma una cena presso un ristorante italiano ridona loro il sorriso, il resto del gruppo invece si lascia tentare dal profumo del pesce grigliato nei baracchini sul lungomare frequentati dai locali.

10-agosto-2014: Labuanbajo – Rinca – Notte in rada a Komodo

Questa mattina possiamo dormire più del solito, e dopo colazione facciamo un giro per la cittadina e ci gustiamo un caffè decente in un bar con terrazza vista mare. Dopo aver riorganizzato il bagaglio in modo da tenere in coperta solo lo stretto necessario e stivare il resto, saliamo sul bus diretti al supermercato per comprare birra, acqua, succhi, biscotti e altri generi di conforto per la crociera e successivamente al porto.

Tiriamo un sospiro di sollievo quando scopriamo che la nostra barca è abbastanza grande, può ospitare fino a 30 persone e noi siamo solo in 16.

Mentre un portatore ci aiuta a trasportare in barca tutta la roba comprata, salutiamo la nostra guida e gli autisti e finalmente si salpa.

Nel primo pomeriggio sbarchiamo a Rinca da non perdere per vedere il drago di Komodo, questa gigantesca lucertola, che appartiene a una delle più antiche specie del mondo, un parente stretto dei dinosauri che popolavano la terra 100 milioni di anni fa, è il più grande sauro vivente, è carnivoro e si nutre di cinghiali, cervi e altri animali.

In rada a Komodo

Vediamo un paio di esemplari, che sembrano quasi addomesticati, vicino alle costruzioni del parco all’ingresso e una femmina gravida un poco più avanti. Agosto è il periodo degli accoppiamenti e i maschi lottano per il possesso della femmina che a settembre deporrà circa 20 uova in una buca dove rimangono per 7 mesi.

Ci spiegano che l’ora migliore per osservarli è al mattino quando è più fresco e forse per questo non ne avvistiamo molti. Arriviamo nel punto più alto da dove ammiriamo lo splendido panorama.

Ritorniamo in barca e navighiamo fino a Komodo dove ancoriamo in rada. Ci servono la cena a base di riso, verdure e pollo, ma le quantità non sono abbondanti! Ci consoliamo innaffiado il tutto con la birra tenuta in fresco. Dopo cena tiriamo fuori l'arak che i membri dell’equipaggio sembrano gradire nonostante siano musulmani, intanto spuntano della casse stereo che cominciano a pompare musica, la lampada del ponte viene sostituita da una stroboscopica colorata e in men che non si dica la barca si trasforma in discoteca.

11-agosto-2014: Komodo – Pink Beach – Manta Point – Gili Banta – traversata Komodo Sumbawa
Drago di Komodo

Approdiamo nell’isola di Komodo da non perdere dove accompagnati da due ranger muniti di bastone partiamo per il trekking che dura un’ora e mezza. Arrivati sulla cima finalmente vediamo un varano che si muove a pochi metri da noi e ci mostra anche la lingua biforcuta, un poco più in là ce n’è un altro. Ripagati dall’avvistamento ritorniamo alla barca.

Dopo un quarto d’ora di navigazione arriviamo alla spiaggia rosa da non perdere che possiamo raggiungere a nuoto, la colorazione è dovuta alla presenza di piccoli frammenti di corallo rosa mescolati alla sabbia. La sosta successiva per lo snorkeling è il Manta Point da vedere ma di mante neppure l’ombra e infine Gili Banta da vedere. Con uno sparuto gruppo mi cimento in un breve ma impegnativo trek per raggiungere la cima dalla quale si domina uno spettacolare panorama a 360 gradi sull'arcipelago. Ritornati in spiaggia laviamo via sudore e polvere dell'ascensione con un tuffo ristoratore.

Nel primo pomeriggio ripartiamo, ci aspetta una lunga navigazione notturna per attraversare il canale tra Komodo e Sumbawa, dove incontreremo un po' di mare mosso e il mal di mare farà qualche vittima.

Quando l'intensità delle onde cala ci servono la cena, ma i più deboli di stomaco rinunceranno al cibo.

12-agosto-2014: Pulau Satonda – Pulau Moyo – notte in rada
Satonda

All'alba sbarchiamo sull’isola di Satonda da vedere per vedere il lago salato dove approfittiamo per farci una nuotata e ritornati sulla spiaggia ripetiamo l'esperienza anche in mare.

Ripartiamo per Pulau Moyo da vedere dove ci attende l’escursione alle cascate, l'idea di poterci immergere nell'acqua dolce e lavarci dopo giorni di sola acqua salata è davvero allettante. Il percorso in mezzo alla vegetazione lungo il corso di un fiume che attraversiamo più volte è molto suggestivo. Armati di bagno schiuma e shampoo ci infiliamo sotto il getto d’acqua della cascata e ci strofiniamo per bene.

Dopo pranzo ripartiamo verso Lombok e al tramonto ancoriamo in una rada tranquilla mentre in lontananza scorgiamo barche di pescatori ancorate vicino alla costa.

13-agosto-2014: Gili Kondo
Sbarco

Oggi passiamo tutta la giornata a Gili Kondo interessante per la gioia di chi non vedeva l’ora di rilassarsi in spiaggia. Raggiungiamo la riva a nuoto o con la minuscola barca a remi in dotazione.

L’isola si gira tutta in meno di 20 minuti e la barriera è abbastanza bella, c’è un chioschetto che vende acqua e instant noodles e nient’altro. Sistemiamo la nostra roba all’ombra di alcuni gazebo e poi relax per tutto il giorno.

14-agosto-2014: Gili Kondo – Labuhan Lombok – Senggigi – Padang Bai – Kuta

La barca si muove presto verso il porto di Labuhan Lombok, allo sbarco ci attende il pullmino per Sengiggi che raggiungiamo in un paio d'ore dove impegnamo il tempo che manca alla partenza del traghetto per Padang Bai in spiaggia, facendo shopping e pranzando.

Lungo la traversata troviamo mare mosso e mette a dura prova lo stomaco di molti e finalmente in serata siamo a Kuta.

15-agosto-2014: Kuta – Denpasar – Doha
Surfista

Stamattina colazione libera, poi shopping, spiaggia, massaggi, pranzo secondo le esigenze personali fino a quando il bus ci carica per portarci in aeroporto.

16-agosto-2014: Doha – Roma/Milano

A Doha abbiamo 9 ore di attesa e cerchiamo le sale (separate tra maschi e femmine) con le chaise longue per stenderci e riposare fino al mattino quando salutiamo il gruppo che rientra a Milano e ci avviamo verso il nostro gate.

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Sonda

Sonda Indonesia

Luoghi lontani e affascinanti dove le tradizionali culture megalitiche sopravvivono intatte all'incalzare della globalizzazione, spiagge deserte e acque limpide, luoghi difficili da raggiungere e poco battuti dal turismo dove bisogna armarsi di pazienza e spirito di adattamento per apprezzarne la selvaggia bellezza.

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Sonda Indonesia

Sumba, Flores, Komodo e Rinca, tra le più sconosciute dell’arcipelago delle Piccole Isole della Sonda, offrono una grande varietà di ambienti, popolazioni e scenari diversi.

Sumba, con le bellissime spiagge e con gli interessanti villaggi di cultura Marapu, con le case dagli alti tetti spioventi e le tombe reali megalitiche.

Flores, con i suoi piccoli e incontaminati villaggi tradizionali situati nella foresta e sulle pendici dei vulcani. Il vulcano Kelimutu, residenza degli spiriti, con i tre incredibili laghi colorati all’interno del suo cratere, considerato una delle meraviglie naturali del mondo.

Komodo e Rinca, le isole coralline che formano il Parco Naturale Marino Komodo, che ospitano i terribili varani giganti, veri mostri preistorici lunghi fino a quattro metri, oltre a mandrie di cavalli bradi, bufali d’acqua, cervi e rari uccelli.

Uno straordinario viaggio tra culture sconosciute e una natura stupefacente.

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Risorse

West Nusa Tenggara

Sumba Information

Flores Tourism

Sondissima (Rivista ANM)

Sonda. bellissimo viaggio anzi bellissimi viaggi(Rivista ANM)