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Dogon Mali 2010

Percorso

Mali

Percorso animato

21-dicembre-2010 Roma - Tunisi - Bamako
22-dicembre-2010 Bamako – Mopti
23-dicembre-2010 Mopti - Dorou – Nombori
24-dicembre-2010 Nombori - Kombocani – Tireli
25-dicembre-2010 Tireli – Amani – Ireli – Banani
26-dicembre-2010 Banani – Sangha – Banani 
27-dicembre-2010 Banani – Ibi – Koundou
28-dicembre-2010 Koundou – Yougana – Yougadouro – Yougapiri – Yendouma
29-dicembre-2010 Yendouma – Douentza – Hombori
30-dicembre-2010 Hombori – Konna – Navigazione Niger
31-dicembre-2010 Navigazione Niger
1-gennaio-2011 Navigazione Niger – Mopti
2-gennaio-2011 Mopti – Djennè – Senoussa – Seremou – Djennè
3-gennaio-2011 Djenne – Segou
4-gennaio-2011 Segou – Bamako – Tunisi
5-gennaio-2011 Tunisi – Roma

La scheda viaggio di Avventure nel Mondo AnM

Racconto

Popoli e non solo (di Maria Pia Roccotelli)

Un viaggio in Mali attraverso i suoni, i sapori, i colori e le sfumature di questa incredibile terra lascia una traccia indelebile. Qui il caotico vociare dei mercati, tra vecchi edifici e vie polverose, i profumi delle spezie mescolati all’odore del pesce lasciato ad essiccare e delle pelli a conciare, il rosso della terra della savana, disseminata di giganteschi baobab, che si mescola a tratti col colore del deserto che avanza inesorabile, rappesentano una straordinaria tavolozza su cui l’uomo dipinge con i colori dei vestiti delle donne, dei secchi di plastica multicolore portati in equilibrio sulla testa, dei turbanti blu dei Tuareg, degli affollati porti sulle rive del Niger.

Popoli e non solo: l’antica falesia di Bandiagara dove i Dogon, il popolo delle stelle, vivono arroccati in case a strapiombo sulla piana desertica con i loro canti e percussioni che accompagnano le danze funebri, il brulicare dei mercati di Mopti e Djennè dove si incontrano tante etnie (bambara, peul, bozo...) di questo sterminato paese, Segou, la “bianca”, così chiamata per le case colorate completamente di bianco del periodo di occupazione francese, e Bamako, con il suo milione di abitanti dove tutto si svolge per strada, sulle tracce di una cultura millenaria che ha segnato profondamente questo angolo di Africa.

21-dicembre-2010: Roma - Tunisi - Bamako

Il Mali è un paese molto povero dove anche procurarsi il cibo non è un'operazione semplice, perciò dobbiamo provvedere a portarci i viveri dall'Italia e all'aeroporto dobbiamo a dividerci le scatole dei viveri per non incorrere nell'eccesso di bagaglio. Il limite di peso è di 20 kg. e abbiamo anche tende e sacchi a pelo, al check-in fortunatamente chiudono un occhio, ma non ci consentono di portare come bagaglio a mano le tende per via dei picchetti e dei pali.

All'aeroporto di Tunisi scopriamo che il nostro volo è in anticipo (mai accaduto in precedenza!) dobbiamo letteralmente correre attraverso il terminal perché l’aereo ci sta aspettando! Facciamo scalo ad Abidjan e finalmente siamo a Bamako in anticipo sul previsto. Al nastro dei bagagli la sicurezza aeroportuale ci fa delle storie per i viveri, ma dopo una lunga e concitata discussione acconsentono al ritiro.

Ma un'altra disavventura ci aspetta: un bagaglio non è arrivato e facciamo denuncia al banco lost&found. Qui a Bamako devono avere proprio un'ossessione per i bagagli, all'uscita ci chiedono le ricevute che attestino che sono effettivamente nostri. Fuori dall’aeroporto neppure l'ombra del bus che dovrebbe prelevarci per portarci in hotel. Si avvicina un ragazzo che sembra conoscere il nostro corrispondente locale, si offre di telefonargli ma non ha credito sul cellulare, gli paghiamo una ricarica, ma al cellulare il corrispondente non risponde.

Intanto intorno a noi si forma un capannello, ci informiamo sul costo eventuale dei taxi, nel frattempo magicamente si materializzano davanti agli occhi l'autista e la nostra guida, tutta colpa del volo in anticipo. Carichiamo i bagagli sul pullmino che ha un aspetto alqaunto vissuto e persino un finestrino senza vetro, per fortuna qui è caldo! In albergo incontriamo il nostro corrispondente, al primo sguardo si capisce subito che qui è un boss, ci fa il cambio degli euro e dopo essere stato informato della perdita del bagaglio che conteneva anche una tenda ci presta una delle sue.

Quando finalmente ci sistemiamo nelle stanze si è fatto davvero tardi e qualcuno rinuncia alla cena, l'unica possibilità è un'omelette consumata nel ristorante dell'hotel.

22-dicembre-2010: Bamako – Mopti
Lungo la strada

Facciamo colazione presto: abbiamo tanta strada da fare per raggiungere Mopti per il mercato del giovedì. Prima di lasciare Bamako compriamo pane e acqua, poi una lunga tirata fino a Segou dove ci fermiamo a pranzo. Arriviamo a Mopti da vedere alle 19.30 e dopo una rapida doccia ci facciamo portare a cena al bar Bozo, è tardi e sulla terrazza ci siamo solo noi e dobbiamo accontentarci di quel poco che gli è rimasto per cena.

Prima di andare a dormire ci accordiamo con Alpha, la nostra inseparabile guida per i Dogon, che ci procuri l’acqua e le noci di cola (che doneremo ai capi villaggio e alle persone importanti in segno di deferenza) per i giorni di trekking.

23-dicembre-2010: Mopti - Dorou – Nombori
Mercato a Mopti

Visitiamo il mercato che offre normali merci di consumo: la parte più interessante è lungo il fiume dove in un incessante brulicare di gente e barche viene venduto il pesce essiccato. Lo sfortunato proprietario del bagaglio smarrito approfitta per fare qualche acquisto. Riprendiamo il bus sgangherato alla volta di Bandiagara e poi Dourou, quest’ultimo tratto è molto accidentato e impieghiamo un’ora e mezza per fare 20 km.

Salutiamo i nostri autisti e carichiamo i carretti trainati dagli asini che provvederanno al trasporto dei nostri bagagli durante il trekking. Cominciamo ad intaccare i viveri portati dall’Italia e consumiamo un pranzo al sacco innaffiato da una birra quasi fresca che riusciamo ad ordianre nel microscopico posto di ristoro dove siamo stati scaricati.

Falesia di Bandiagara

Aspettiamo che la temperatura si abbassi prima di iniziare il trekking e nell'attesa scatta lo shopping compulsivo nel negozietto di souvenir. Quando il sole ci concede una tregua visitiamo il villaggio poi ci incamminiamo verso Nombori. All'improvviso ci si para davanti agli occhi la maestosa falesia di Bandiagara, scendiamo attraverso una spettacolare gola su impegnativi gradoni di roccia rossa mentre lo sguardo spazia sulla pianura coltivata che sconfina verso il deserto a perdita d'occhio.

Arriviamo a Nombori da non perdere al tramonto e ad attenderci c’è il movimentato mercato che si protrae ben oltre il tramonto. I carretti con i bagagli ci hanno preceduto al campment e procediamo al montaggio delle tende sui tetti delle case prima che venga buio. Ritorniamo a curiosare al mercato prima di rientrare a per la preparazione della cena.

Dopo cena il nostro campo si popola di gente venuta a festeggiare, il suono delle percussioni si propaga nel villaggio e attira ancora altra gente. Donne, uomini e bambini cominciano a muoversi al ritmo dei tamburi, l'atmosfera è molto coinvolgente, restiamo ammirati a osservare le movenze delle donne che ballano con i loro bimbi assicurati con un pezzo di stoffa annodato alla loro schiena che nonostante il rumore continuano tranquillamente a dormire.

24-dicembre-2010: Nombori - Kombocani – Tireli
Danze a Tireli

Dopo la colazione, smontiamo le tende, carichiamo il bagaglio sui carretti e partiamo. Il percorso è pianeggiante lungo il bordo della falesia affollato dagli infaticabili abitanti che si muovono anche loro a piedi. Quando arriviamo in prossimità dei villaggi veniamo letteralmente assaliti dai bambini che continuamo a ripetere incessantemente il loro saluto: "Savà, savà".

Camminiamo per qualche ora fino a Tireli dove arriviamo prima di pranzo e dopo il solito spuntino al sacco e ci apprestiamo alla siesta pomeridana sulla terrazza del campo. Nel pomeriggio assisteremo alle danze da non perdere con le maschere (tradizionalmente eseguite durante le cerimonie funebri) che durano poco meno di un’ora. Lo spettacolo a pagamento è davvero notevole, i danzatori sono tanti e bravissimi, la fattura delle maschere pregevole, i colori dei costumi vivacissimi, la musica coivolgente. Il costo è abbastanza elevato se rapportato al costo della vita in loco, ma sarebbe davvero un peccato rinunciare anche perchè in tal modo si contribuisce al mantenimento di questa tradizione.

Come al solito alla sera ci prepariamo la cena, ma il baccano dei festeggiamenti del villaggio durati tutta la notte ci impediranno di dormire e al mattino rimpiangiamo di non esserci uniti a loro.

25-dicembre-2010: Tireli – Amani – Ireli – Banani
Danze a Tireli

Partenza come al solito dopo colazione, qualcuno rinuncia alla camminata ci raggiungerà alla tappa successiva con i carretti dei bagagli. Dopo meno di un’ora di cammino arriviamo ad Amani da vedere, dove ci fermiamo allo stagno dei coccodrilli sacri. Arriviamo a Ireli da vedere abbastanza presto e visitiamo il villaggio inerpicandoci all’interno degli stretti passaggi tra le tipiche case Dogon. Ammiriamo i granai con il tetto conico di paglia dotati di splendide porte di legno intarsiato e il Togu Na, una specie di tettoia bassa sotto la quale si svolgono le assemblee e le riunioni pubbliche.

Ogni tanto sentiamo degli spari di fucile che festeggiano il Natale. Rientriamo al campo per sfuggire al caldo ma sentiamo della musica provenire da un edificio, che scopriamo essere una chiesa evangelica dove stanno celebrando il Natale con suoni e canti. Ci affacciamo dalla porta e vediamo i fedeli distribuiti tra i banchi: le donne a sinistra e gli uomini a destra. Ci fanno cenno di entrare e ci uniamo a loro in questo rito a metà strada tra una funzione ed una festa mentre continua ad arrivare gente.

Consumiamo il nostro solito pranzo al sacco e ripartiamo quando il sole è meno caldo per giungere a Banani da vedere quasi al tramonto, come al solito montiamo le tende, mentre alcune ragazze provvedono a ripristinare la scorta d'acqua per le nostre docce sfilandoci davanti con portamento regale nonostante i grossi recipienti che trasportano sulla testa.

26-dicembre-2010: Banani – Sangha – Banani
Binu Altar

Questa mattina dobbiamo risalire la falesia per raggiungere Sangha che si trova sulla cima, il sentiero si insinua tra una fenditura della falesia e man mano che risaliamo vediamo rimpicciolire le nostre tende piantate sui tetti delle case del campo.

Dopo giorni di assenza di segnale il cellulare si rianima, proviamo a chiedere notizie del bagaglio smarrito ma non se ne sa nulla. Ci concediamo una sosta ristoratrice per dissetarci poi visitiamo il villaggio, saliamo sulla terrazza di una casa e il colpo d'occhio sulla distesa di case è veramente notevole.

Arriviamo al Binu Altar da non perdere, dobbiamo fermarci ad una certa distanza per evitare di addentrarci nella zona sacra che lo circonda, poi riusciamo a visitare una casa piena di feticci. Quest’oggi ci concediamo un sontuoso pranzo al ristorante a base di cous cous e pollo. Il pomeriggio ridiscendiamo a Banani.

27-dicembre-2010: Banani – Ibi – Koundou
Togu Na

Partenza come al solito dopo colazione e come al solito veniamo assaliti bimbi che chiedono di tutto. Raggiungiamo Ibi abbastanza presto, come sempre all'arrivo in un villaggio la nostra guida mi indica le persone importanti alle quali devo distribuire le noci di cola che oramai sono quasi finite. Ci disperdiamo per le strade polverose del villaggio e ci immergiamo nei colori e negli odori del mercato. I Dogon non amano essere fotografati, siamo spesso costretti a riprenderli da lontano.

Si riparte per Koundou interessante nel pomeriggio, una volta arrivati nel nostro accampamento andiamo a salutare il capofamiglia che ci presenta con orgoglio la sua famiglia numerosa. Durante la preparazione della cena un piccolo incidente domestico si abbatte su una di noi, che inciampa contro un muretto del cortile, e a farne le spese è il suo mignolo che le impedirà di camminare fino a Yendouma il giorno successivo.

28-dicembre-2010: Koundou – Yougana – Yougadouro – Yougapiri – Yendouma
Case dei Tellem

Stamattina sveglia molto presto: ci aspetta una lunga camminata in salita con un dislivello di 350 metri, abbiamo con noi un portatore che trasporta un cartone d’acqua sulla testa non possiamo permetterci di rimanere senza. Questo tratto è veramente bellissimo in mezzo ad un canyon, si sfiorano le case dei Tellem da non perdere incastonate nella falesia e arrivati sul crinale lo sguardo spazia verso il deserto.

Si prosegue camminando per circa un’ora sull’altipiano di basalto della falesia, arido e desolato. A Yougapiri da vedere facciamo una sosta con siesta, ripartiamo nel primo pomeriggio e in meno di un’ora arriviamo a Yendouma da vedere dove ci aspettano le due passeggere che hanno optato per il carretto.

Per la prima volta non siamo da soli nell’accampamento che dobbiamo condividere con una comitiva piuttosto numerosa di olandesi proveniente da Timbouctu, li invidiamo un po’ perché abbiamo dovuto escludere questa meta dall'itinerario per via degli avvertimenti della Farnesina. In serata arrivano gli autisti delle 4x4 che ci porteranno a Hombori.

29-dicembre-2010: Yendouma – Douentza – Hombori
La mano di Fatima

Sveglia all’alba perché ci aspetta un bel pezzo di sterrato. Sbagliamo strada un paio di volte poi finalmente arriviamo a Douentza dove ritroviamo la strada asfaltata, salutiamo la nostra guida e ripartiamo verso Hombori interessante. Ci concediamo una notte in un letto dopo tante notti in tenda e dopo aver mangiato qualcosa preparata dal proprietario dell'albergo visitiamo con la guida prima il villaggio e successivamente l'accampamento di tuareg in mezzo alle dune. Aspettiamo il tramonto ma c'è una gran foschia e il sole scompare in un grigio lattiginoso.

30-dicembre-2010: Hombori – Konna – Navigazione Niger
Lungo il Niger

Prima di lasciare Hombori facciamo un'escursione alla Mano di Fatima da non perdere. Il sentiero si arrampica fino alla base dei pinnacoli e poi ridiscende dall’altra parte e si impiegano un paio d’ore a percorrerlo. Incontriamo due ragazzi spagnoli equipaggiati da arrampicata (che invidia!) che si dirigono all'attacco della parete.

Ripartiamo in direzione di Konna da vedere: è giorno di mercato e la riva del fiume brulica di gente e carretti, facciamo uno spuntino sui sedili dei fuoristrada mentre i nostri autisti cercano la nostra pinasse. Ci portano alla nostra barca, poi mi faccio accompagnare da uno di loro a comprare dei cartoni d’acqua.

Ci tuffiamo nella bolgia del mercato, lui davanti ed io che gli trotterello dietro per non perderlo in mezzo alla folla. Dopo un paio di tentativi infruttuosi la troviamo e la facciamo trasportare alla jeep da un carretto a mano che si farà strada a fatica in mezzo alla folla. Arrivati alla pinasse carichiamo l’acqua, nel frattempo il resto è già stato caricato e finalmente si parte.

La pinasse scivola lenta verso il Lac Debò da non perdere, davanti ai nostri occhi sfilano le pinasse cariche di casse, reti, nasse e merce di ogni tipo, navighiamo fino al tramonto e ci fermiamo sulla riva del fiume dove ci accampiamo. Attrezziamo la zona cucina e iniziamo la preparazione della cena. Stendiamo per terra la tovaglia di plastica portata da casa e ci disponiamo attorno per mangiare. Laviamo le stoviglie con l'acqua del Niger nella quale sciogliamo qualche pastiglia di amuchina solo a scopo scaramantico e assecondando i ritmi naturali del sole andiamo a letto molto presto.

31-dicembre-2010: Navigazione Niger
A vela sul Niger

La luce dell'alba che filtra nelle tende ci sveglia molto presto e con un po' di disappunto scopriamo che i nostri pinassieri hanno già caricato tutto il materiale da cucina. Hanno sistemato i nostri fornelli a gas al posto del loro a carbone in tal modo possiamo preparare te e caffè e fare colazione mentre siamo in navigazione: un’esperienza indimenticabile.

Facciamo tappa nei villaggi di Goura e Saba da vedere, gli abitanti sono molto socievoli e ci sorprende scoprire la loro disponibilità a farsi fotografare al contrario dei villaggi dogon. Purtroppo abbiamo poco tempo da dedicare alla splendida moschea della nostra ultima tappa perché è già quasi buio e dobbiamo raggiungere un luogo adatto per piantare il campo.

Oggi è l’ultimo dell’anno, diamo fondo alle nostre scorte di tortellini, compare una torta e due piccole bottiglie di spumante che qualcuno in maniera previdente ha portato dall'Italia e possiamo brindare al nuovo anno anche se non è ancora mezzanotte: tanto comunque da qualche parte è già capodanno!!

1-gennaio-2011: Navigazione Niger – Mopti
Pescattore sul Niger

Anche oggi facciamo colazione in navigazione: ci abbiamo preso gusto. Alterniamo momenti di tranquilla navigazione cullati dalla placida andatura della pinasse alla visita dei villaggi bozo, i pescatori del Niger. A pranzo diamo fondo ai nostri viveri e nel primo pomeriggio sbarchiamo a Mopti. Scarichiamo i nostri bagagli che provvidenziali carretti provvederanno a recapitare in hotel, dove scopriamo che hanno fatto confusione con la prenotazione: ci aspettavano per il giorno successivo e dobbiamo arraggiangiarci con le stanze rimaste.

Una delle stanze non ha il bagno in camera, il giorno successivo spunterò di non pagare per questa stanza. Telefono al corrispondente per assicurarmi che non abbiano fatto confusione di date anche per il bus che poco dopo arriva: tiriamo tutti un sospiro di sollievo. Ci concediamo un pomeriggio di relax e di acquisti, lungo la strada per il porto subiamo l'assalto dei venditori di souvenir finchè non raggiungiamo il caffè Bissap per una birra fresca sulla terrezza con vista sul porto. Ci ritorneremo a cena per mangiare il famoso capitaine e ascoltare un gruppo musicale che si esibisce dopo cena.

2-gennaio-2011: Mopti – Djennè – Senoussa – Seremou – Djennè
Moschea di Djennè

La mattina successiva partiamo in direzione Djennè da non perdere, poco prima di mezzogiorno arriviamo all'imbarco del traghetto tra due ali di carretti che si recano al mercato che avrà luogo domani. Il bus ci scarica nel cortile di Chez Baba, il proprietario di questo hotel nel centro della città: davvero un personaggio. Scarichiamo i bagagli, ma la mia tenda è scomparsa: rimasta all’hotel di Mopti, volata giù dal tetto del pullmino? Non lo sapremo mai. Optiamo per la sistemazione nel dormitorio ad eccezione di uno solo di noi che pianterà la tenda sulla terrazza.

Riescono ad improvvisarci un pranzo a base di riso e pesce mentre concordiamo con una guida l'escursione in carretto ai villaggi di Senoussa e Seremou. Il tragitto è accidentato ed i carretti non ammortizzati saltellano nelle buche mettendo a dura prova la nostra schiena, ma è molto suggestivo. Visitiamo Senoussa da vedere, poi Seremou da vedere sull'altra riva del fiume che bisogna raggiungere in piroga. Siamo perennemente scortati dai bambini che ci prendono per mano, vogliono le caramelle e ci sorridono. Il tramonto dona alla moschea un'atmosfera magica. Ritorniamo da Chez Baba dove ceniamo con un ottimo cous cous con carne ordinato a pranzo.

3-gennaio-2011: Djenne – Segou
Mercato a Djennè

Alla mattina ci disperdiamo per Djennè: il mercato da non perdere è un tripudio di colori, di odori, di suoni, di cibi, di bizzarrie: l'animazione in città cresce con il passare delle ore e non è raro vedere camion stracolmi di gente nei cassoni. Un ragazzo del posto si offre di farci da guida: ci condurrà tra i vicoli in mezzo alle donne che trasportano anfore sulla testa, ci mostrerà la sua casa, ci suggerirà di salire sulla terrazza di una casa da dove possiamo godere di una splendida vista sulla Grande Moschea costruita in terra cruda e tramite alcune sue conoscenze ce ne farà visitare l'interno.

La piazza principale davanti alla Grande Moschea da non perdere è stipata di bancarelle, un po' defilato scorgiamo il piccolo mercato delle donne bozo che vendono il pesce e un po' più in là il mercato del bestiame affollato di pastori peul.

Dopo alcune ore di intenso girovagare ci ritroviamo nel cortile dell'albergo appagati dalla splendida mattinata trascorsa perciò decidiamo di partire. Facciamo alcune soste lungo la strada per comprare qualcosa da mangiare. Arriviamo a Segou nel tardo pomeriggio, il mercato ormai sta sbaraccando e la gente pronta a rientrare ai propri villaggi sta sciamando verso le pinasse ormeggiate lungo le rive del Niger.

4-gennaio-2011: Segou – Bamako – Tunisi
Moschea sul fiume

Dedichiamo la mattina all'aquisto di manufatti di ceramica e alla visita della fabbrica di bogolan, una tintura di tessuti tipica dell'Africa occidentale, dove oltre ad osservare le tecniche utilizzate ci possiamo cimentare anche noi con la realizzazione di un piccolo bogolan.

Tappa successiva è Segou Koro da vedere, la città vecchia, visitiamo il palazzo del capo villaggio e la moschea di fango sulle rive del fiume. Rientriamo a Bamako dove incontriamo di nuovo il corrispondente, del bagaglio smarrito non si hanno ancora notizie (e ahimè non se ne saprà mai più nulla), ci rinfreschiamo nell'hotel che ci ha ospitato all'arrivo poi ci trasferiamo in aeroporto.

5-gennaio-2011 Tunisi – Roma

Facciamo a scalo a Tunisi, abbiamo quanche ora di attesa prima di imbarcarci sul volo che ci riporterà in breve tempo nel nostro freddo inverno carichi del nostro bagaglio di ricordi che ci frullano davanti agli occhi.

Foto

Mali

Mali

Se adorate il contatto umano il Mali è il posto giusto. Ogni luogo, dalla grande città al villaggio sperduto nel Sahel, vi offrirà una moltitudine di gente e di colori, diversi nell'aspetto esteriore, ma uguali nella bellezza interiore. Dopo qualche giorno non vi sarà difficile riconoscere per le strade o in un affollato mercato una persona di etnia Bambara, Peul, Songhai, Tuareg o Bozo. Un discorso a parte meritano i Dogon che vivono nella regione di Bandiagara. Il particolare tipo di habitat, la loro cultura e l'originale architettura dei villaggi, ha spinto l'Unesco a designare tutta la zona patrimonio dell'umanità.

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Video

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Uno scenario fiabesco, popolato da case in arenaria rosa, granai con il tettuccio in paglia e soprattutto piccole grotte antropomorfe scolpite nella roccia, un tempo abitate dai Tellem e oggi utilizzate dai Dogon per le sepolture. La parete sembra una groviera, e non si riesce a capire come sia possibile, solo con l’a usilio di corde, arrivare fin lassù. Un’usanza acrobatica.

Bambini e ragazzi che si offrono come portatori procedono agili in ciabatte fra i sassi, mentre le donne vanno scalze e cariche di pesi e gli anziani sono nella Togu-na, la casa della parola, una bassa costruzione a pilastri spesso ricoperti da simboliche figure in legno, dove vengono prese le decisioni importanti.

L’atmosfera surreale dei villaggi aggrappati alla falesia di Bandiagara rende la terra dei Dogon un “paesaggio etnologico” al limite del sogno, alimentando il mito, tenuto vivo dalle guide, creatosi intorno a un popolo che appare immobile nelle sue tradizioni ancestrali, custode di segreti cosmici e misteriose astronomie.

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Risorse

Mali: l'essenza dell'Africa

Le incredibili conoscenze dei Dogon

Civiltà perdute - Dogon

I muratori di Allah (Airone: febbraio 2004)

La mano di Fatima (Rivista ANM)

Stelle dal Cielo (Rivista ANM)

Mali, un'altra realtà, un altro mondo (Rivista ANM)

Un grande viaggio per un grande gruppo (Rivista ANM)