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India (Maha Kumbh Mela) 2013

Percorso

India

Percorso animato

1-febbraio-2013 Bologna - Francoforte
2-febbraio-2013 Francoforte - Delhi
3-febbraio-2013 Delhi - Agra - Delhi
4-febbraio-2013 Delhi
5-febbraio-2013 Delhi - Varanasi
6-febbraio-2013 Varanasi 
7-febbraio-2013 Varanasi
8-febbraio-2013 Varanasi - Allahabad
9-febbraio-2013 Allahabad
10-febbraio-2013 Allahabad
11-febbraio-2013 Allahabad
12-febbraio-2013 Allahabad - Varanasi - Delhi
13-febbraio-2013 Delhi - Bologna

Racconto

Il più affollato raduno religioso al mondo (Maria Pia Roccotelli)

Finalmente realizzo il mio sogno di andare in India: un paese dalle tinte forti in grado di emozionare nel più profondo. E ci andrò in un'occasione davvero speciale: il Maha Kumbh Mela ad Allahabad, uno straordinario pellegrinaggio che si svolge ogni dodici anni.

Il periodo viene stabilito dagli astrologi, per i quali la cerimonia sacra deve avere luogo solo quando Giove entra in Acquario e il sole entra in Ariete: con un simile allineamento planetario, infatti, si creerebbero le condizioni ideali per una perfetta meditazione e concentrazione. Nel corso della grande cerimonia sacra i sadhu (santoni) abbandonano i loro eremi nella giungla e confluiscono verso le acque del fiume Gange nei pressi del quale, per numerosi giorni e notti, si soffermano compiendo meditazioni e sacri riti.

Dicono che durante un Kumbh Mela chiunque si bagni, con atteggiamento profondamente devozionale, nelle acque del Gange possa lavare dalla propria anima tutti i residui del proprio Karma e liberarsi dal Samsara, il ciclo di vita, morte e rinascita. La manifestazione il 2013 ha luogo dal 14 gennaio al 10 marzo.

1 febbrario 2013: Bologna – Francoforte
Francoforte

Il gruppo si compone di 6 persone, in quattro partiamo da Bologna e due da Roma e ci incontremo all'aeroporto di Francoforte.

Abbiamo diverse ore da passare in aeroporto in attesa del volo per Delhi, ma improvviseremo una festa di compleanno per Giulio che compie gli anni.

Alle 21.30 partiamo in perfetto orario per Delhi.

2 febbraio 2013: Francoforte – Delhi
Jantar Mantar

Al terminal di Delhi troviamo il ragazzo dell’agenzia che ci porterà in hotel con un minivan. Dopo una rapida rinfrescata prendiamo la metropolitana, a due passi dal nostro albergo, e andiamo a Connaught Place per mescolarci alla gente che affolla le strade

L'esperienza della metropolitana di Delhi merita di essere fatta: è uno spaccato della realtà indiana, frequentata soprattutto da uomini e con la prima carrozza riservata alle donne, la dice lunga sulla condizione femminile in India, dove la violenza sulle donne è quotidiana.

Abbiamo il nostro primo contatto con la speziata cucina indiana e ci sembra davvera squisita.

Dopo il pranzo raggiungiamo Jantar Mantar da vedere, una delle strutture più eccentriche del centro di Delhi, dominata da una gigantesca meridiana circondata da una serie di altri bizzarri edifici color terracotta che servivano per misurare la traiettoria dei corpi celesti. Le costruzioni davvero singolari sono soggetti molto interessanti da fotografare ed hanno forme talmente moderne che si fa fatica a credere siano state realizzate nel 1725.

3 febbraio 2013: Delhi - Agra - Delhi

Partiamo alla mattina prestissimo per Agra. Lungo la strada troviamo una nebbia talmente fitta da non crederci: sembra di essere in Val Padana. Questa nebbia ci sarà fatale, siamo coinvolti in un tamponamento e nell'impatto rimango contusa: ho una ferita sul sopracciglio sinistro e sanguino all'altezza della tibia destra e anche la compagna di viaggio seduta al mio fianco ha riportato una ferita al piede. Dopo più di un'ora veniamo prelevati da un altro van che ci porta ad Agra.

Facciamo una sosta in un ambulatorio dove ci prestano le cure mediche necessarie. Il medico ci consegna dei sacchettini di plastica contenenti dei piccoli pacchettini con le medicine che dobbiamo assumere ogni giorno: antibiotico, antinfiammatorio e fermenti lattici.

Taj Mahal

Arriviamo al Taj Mahal da non perdere che è mezzogiorno passato: è domenica ed è affollatissimo di famiglie in visita, il prezzo del biglietto di ingresso per gli indiani è significativamente più basso rispetto a quello pagato dai turisti, l'unico vantaggio che abbiamo è che la fila riservata ai turisti è molto più breve.

Il Taj Mahal è il monumento simbolo dell'India: l'emblema dell'amore eterno. Il poeta indiano Rabindranath Tagore definì il magnifico mausoleo come “una lacrima di marmo, ferma sulla guancia del tempo”. Fu costruito dal quinto imperatore Mughal, Shah Jahan, nel 1631 in memoria della sua seconda moglie Mumtaz Mahal, che morì di parto dopo aver dato alla luce il loro quattordicesimo figlio.

La leggenda narra che l’Imperatore, distrutto dal dolore, decise di far costruire questo imponente monumento, a testimonianza del suo amore eterno verso la donna.

Narra la leggenda che Shah Jahan progettasse la costruzione di una copia in negativo del taj Mahal in marmo nero, un edificio sulla sponda opposta del fiume destinato a ospitare le sue spoglie. Sempre secondo la leggenda che, giunta a compimento la costruzione del Taj Mahal, Shah Jahan avesse ordinato di far mozzare le mani agli artigiani che vi avevano lavorato, per impedire loro di realizzare ancora qualcosa di altrettanto bello.

Lo splendore di questo monumento ci lascia senza fiato, diafano si staglia in questa giornata brumosa e sembra emergere dal nulla. Il marmo bianco semitrasparente, le cupole leggiadre, i minareti affusolati, la gigantesca fontana, la profusione di pietre dure, il gioco di luci, ombre e colori, conferisce al luogo l’idea della magia, dell’incanto, della favola...

Forte Rosso

Con dispiacere lasciamo il Taj Mahal per recarci al Forte rosso da non perdere, purtroppo dobbiamo affrettarci perché non manca molto alla chiusura, anche se meno famoso del Taj Mahal questo monumento in arenaria rossa merita davvero di essere visitato, concepito dapprima come fortezza militare diventerà la prigione di Shah Jahan.

All'interno delle mura grandiose è un continuo avvicendarsi di edifici riccamente decorati e rigogliosi giardini

Reintriamo a Delhi e visto che arriveremo molto tardi ci fermiamo a cena lungo la strada.

4 febbraio 2013: Delhi
Jama Masjid

Dopo colazione andiamo in visita alla moschea Jama Masjid da non perdere: per entrare noi donne dobbiamo indossare dei camicioni che ci forniscono all'ingresso, pioviggina e siamo un po' dispiaciuti, ma man mano che procediamo nella visita ci accorgiamo che le pietre bagnate del cortile donano un fascino speciale al luogo.

La tappa successiva è il Raj Ghat interessante, una piattaforma quadrata in marmo nero che segna il luogo in cui il Mahatma Gandhi fu cremato dopo essere stato assassinato nel 1948. Poco dopo il nostro arrivo il luogo si affolla di scolaresche che rendono omaggio a quest'uomo straordinario e restiamo incantati dal carosello di ragazzi e ragazze in uniforme che ci volteggiano intorno.

tomba di Humayun

Ci muoviamo alla volta della tomba di Humayun da non perdere, uno splendido esempio di fusione tra la cultura locale e quella persiana, in cui l'arenaria rossa e il marmo bianco si combinano in un capolavoro architettonico.

Ci addentriamo nell'intrico di vicoli frequentati da un flusso variopinto di devoti alla volta del brulicante santuario di marmo del santo sufi Nizam-ud-din Chisti: l'Hazrat Nizam-ud-din Dargah da non perdere che possiamo osservare solo a debita distanza.

5 febbraio 2013: Delhi - Varanasi
Qutb Minar

E' il nostro ultimo giorno a Delhi alle 13.40 abbiamo il volo per Varanasi. Impieghiamo la mattinata a visitare il Qutb Minar, gli splendidi edifici religiosi del complesso risalgono al primo periodo della dominazione islamica in India.

Oggi sorgono alla periferia della città, ma in passato queste costruzioni costituivano il cuore della città musulmana. Si possono ammirare il Qutb Minar da vedere l'imponente torre della vittoria utilizzata anche come minareto, la moschea della Potenza dell'Islam e la torre Alai Minar mai portata a termine.

La torre di arenaria rossa si staglia contro il cielo grigio che ne esalta gli intarsi che la ricoprono. Vaghiamo in questo luogo reso surreale dalla sottile pioggerella finchè non scade il tempo concessoci dal nostro autista sikh che ci deposita in aeroporto con ampio anticipo sull'orario del volo per Varanasi.

A Varanasi le condizioni meteorologihe migliorano sensibilmente, ci lasciamo definitivamente alle spalle il grigio e la pioggia.

6 febbraio 2013: Varanasi

Prima dell'alba ci rechiamo sul Gange da non perdere, bisogna percorrere un bel tratto a piedi, facendosi largo tra un oceano di pellegrini, prima di guadagnare la riva del fiume.

Bagno nel Gange

Ogni mattina all’alba, da secoli, migliaia di pellegrini giunti da ogni parte dell'India compiono il loro cammino di discesa dei ghat, le scalinate che portano al fiume, per immergersi nelle sacre acque del Gange per lavare via una vita di peccati o per cremare i loro morti.

Saliamo sulla barca che scivolando sulle acque tranquille del fiume dalla quale osserviamo le scene quotidiane che si consumano sulla riva dove sacro e profano si mescolano continuamente, dove accanto ai pellegrini che effettuano il loro bagno purificatore vediamo uomini che fanno semplicemente il bucato.

Affidiamo alla corrente la nostra lampada galleggiante e restiamo incantati a guardare la fiammella che si allontana mentre intorno a noi altre barche cariche di pellegrini fanno altrettanto. Risaliamo poi il fiume alla volta dei ghat funerari dove si svolge il rituale della cremazione dei morti, dalla barca già intravvediamo le pire ardenti.

Riti funebri

Sbarchiamo sulle scalinate che scendono all'acqua percorse da cortei fenebri che raggiungono il ghat facendosi largo fra i vicoli. Restiamo in silenzio ad osservare, qui nessuno piange, l’odore dei corpi bruciati e il fumo nero che si leva dalle pire fa bruciare gli occhi e tossire. Qui vita e morte sono strettamente intrecciate, e morire fa parte della quotidianità come vivere, gioire e soffrire.

La legna costa cara, soprattutto quella di sandalo, che generalmente è utilizzata solo per personaggi importanti. Altrimenti, si usano altri tipi di legna, più a buon mercato: l’importante è saper calcolare il peso della legna che occorre per bruciare completamente il corpo, operazione che richiede almeno quattro o cinque ore, mentre colossali mucche nere camminano incuranti nella cenere e nel fango.

Il corpo del defunto viene trasportato, avvolto da un lenzuolo, su una lettiga di bambù, per prima cosa viene lavato nel Gange, immergendolo fino alle ginocchia. Poi è adagiato sulla pira, con la testa a nord e i piedi a sud. Il figlio maschio maggiore, compie cinque giri intorno alla pira e poi l’accende, a partire dai capelli. La pira viene accesa tramite una fascina, il cui fuoco è stato acceso presso il tempio di Shiva che sovrasta uno dei ghat, che si dice essere alimentato da migliaia di anni senza interruzione.

Ci intrufiliamo nei vicoli verso il Visvanath Temple, dedicato a Shiva e conosciuto come il Tempio d'oro, Golden Temple da non perdere, per il suo tetto placcato d'oro, risale al 1777 ed è il tempio principale sin dallo scorso millennio. L' entrata è proibita ai non indù, e l'area molto sorvegliata.

Ci allontaniamo da questo luogo così ricco di spiritualità per visitare il resto della città. Restiamo affascinati dal forte contrasto tra le due anime della città: quella maggioritaria indù, per cui la città è conosciuta nel mondo, e quella minoritaria seppur cospicua, più nascosta e sconosciuta, dei quartieri musulmani da verdere.

Ganga Aarti

Due mondi totalmente contrastanti per usi, costumi e atmosfere: colori sgargianti dei sari delle donne, pellegrini intenti nei loro riti, continui richiami all’incredibile mitologia indù, vacche sacre a spasso per le strette vie della città, carattere esuberante delle persone, forte presenza di turisti, nel lato indù. Atmosfere calme, strade poco affollate, uomini vestiti di bianco, sfuggenti sagome di donne dai lunghi veli neri, capre al posto delle vacche, carattere schivo e riservato delle persone, totale assenza di turismo, in quello musulmano.

Al tramonto assistiamo alla cerimonia Ganga Aartida non perdere è un rituale indù dedicato alla Dea Madre Ganga, la Dea del più sacro fiume indiano: si svolge sul ghat principale dove alcuni officianti eseguono un'elaborata puja che ha come componente essenziale il fuoco, il tutto in un'atmosfera molto mistica e coinvolgente.

7 febbraio 2013: Varanasi
Santone

Passiamo la giornata passeggiando lungo i ghat osservando la gente che arriva sulla riva del Gange non solo per il bagno rituale, ma anche per fare il bucato, dedicarsi allo yoga, lavare il bestiame, migliorare il proprio karma facendo la carità ai mendicanti.

Alla sera decidiamo di tornare ad assistere alla cerimonia della puja non dalle scalinate come la sera precedente ma da una barca sul fiume.

8 febbraio 2013: Varanasi – Allahabad

Partiamo prima dell'alba, alle 6.00 siamo già in viaggio: è l'ultimo giorno utile per raggiungere Allahabad ed è previsto traffico intenso, fino al 10 febbraio giorno del bagno reale tutte le strade di accesso saranno chiuse. Questa precauzione ci risparmierà le lchilometriche code che si formeranno di lì a poco. Alle 8.30 siamo già al nostro campo tendato, da oggi ci muoveremo soltanto a piedi.

Dopo esserci sistemati nelle nostre tende, andiamo alla ricerca del Triveni Sangam, il luogo in cui il Gange, il fiume sacro agli induisti, incontra l’affluente Yamuna e il mitico Sarasvati (un corso d’acqua sotterraneo scomparso da millenni), dove secondo i testi vedici nacque l’universo dopo che dall’Anfora sacra caddero quattro gocce di nettare dell’immortalità durante la lotta fra demoni e dei. Qui si bagneranno i santoni.

Ad Allahabad per l’occasione è stata creata una città nella città: 10 ospedali, 18 ponti galleggianti, 40 caserme con 14 mila poliziotti, soldati e forze antisommossa impegnati giorno e notte a controllare gli 11 enormi accampamenti allestiti alle porte di una città in cui normalmente vivono 1 milione e 800 mila persone. Tante le latrine, anche se quelli che dormono per terra, la maggioranza, fanno tutto dove capita, dopo passeranno gli spazzini a interrare tutto con una paletta.

Nelle tende più grandi ed eleganti, dove si offre un pasto caldo a migliaia di persone, ci sono i massimi rappresentanti delle quattro scuole dell’hinduismo tradizionale.

Sari colorati al vento

Il luogo comincia a popolarsi di pellegrini che gettano nel fiume ghirlande di fiori e piccole candele; prendono l’acqua facendola gocciolare attraverso le dita per farla ricongiungere con “La Grande Madre”, in offerta alle divinità e ai propri antenati; la bevono, incuranti dei germi, dei batteri e dell’inquinamento; la raccolgono nelle mani per versarsela sul capo o all’interno di un contenitore di ottone che, terminata l’abluzione, viene portato al tempio; intonano sacri mantra e si immergono, per liberare il corpo dalla contaminazione dei peccati.

Le donne dopo il bagno nel fiume sventolano i loro sari colorati per farli asciugare, le fotografie si sprecano e poiché i turisti sono rari spesso ci fermano per chiederci una foto in loro compagnia.

Alla sera rientriamo al campo per la cena rigorosamente vegetariana come la religione hinduista impone prima di crollare addormentati sulle nostre brande.

9 febbraio 2013: Allahabad

Ci perdiamo in mezzo a questa folla immensa, che mescola sadhu con il corpo ricoperto di cenere, yogin impegnati in discussioni religiose, fedeli provenienti da ogni parte dell'India arrivati su carri decorati e coloratissimi. Tutti uniti, e per una volta senza distinzione di casta, dalla speranza di una (prossima) vita migliore.

Ponti galleggianti

I ponti galleggianti pedonali sono tutti a senso unico e sempre gremiti, ma quando la ressa diventa insostenibile, soprattutto sul ponte che porta al Sangam, la polizia provvede a chiuderlo, per evitare incidenti come già avvenuto in passato. Qui per il bagno reale che avrà luogo domani confluiscono milioni di pellegrini: un concentrato d’India, con lampi di bellezza, una dimensione di massa inimmaginabile, vertigini di abbandono e devozione.

Ritorniamo al campo nel pomeriggio per riposare un po' visto che dopo cena andremo al Sangam per aspettare l'alba e il bagno reale da non perdere.

10 febbraio 2013: Allahabad
Bagno reale

Prima dell’alba la polizia sgombra l’area nella quale passerà il corteo dei santoni che si tufferanno in massa nel Gange per il bagno reale nel giorno più santo di questa festa della purificazione. In questa giornata 30 milioni di pellegrini induisti si danno appuntamento in un’area di 50 chilometri quadrati per bagnarsi nel Gange. Neanche la più fervida immaginazione può minimamente avvicinarsi alla realtà che si dispiega davanti ai nostri occhi. Oltre alla solita India, sempre in bilico fra magia, miseria e tragedia, questo evento ci sorprende per organizzazione, tolleranza, capacità della gente di adattarsi a qualsiasi cosa.

Nonostante la temperatura, che durante la notte scende parecchio, una coppia di anziani non rinuncia a bagnarsi anche se battono i denti ed hanno la pelle d'oca, mentre gli altoparlanti, rigorosamente in hindi, diramano annunci di persone che si sono perse.

Naga Baba

La polizia ci spinge dietro le transenne e capiamo cosa si prova ad essere schiacciati dalla folla, ma per nessuna ragione lasceremo questa postazione faticosamente conquistata. Quando i santoni risalgono dall'acqua la polizia allenta un po' i cordoni e riusciamo ad avvicinarci alla massa di gente che sta tornando indietro.

Nel pomeriggio andiamo a visitare l’accampamento dei Naga Baba, i monaci guerrieri di ispirazione shivaita che vanno in giro nudi cosparsi di cenere, e per arrivare all’ascesi sono capaci di restare in piedi per anni, mortificarsi in molti modi e fumare ganja in continuazione. Al contrario degli altri sadhu i Naga sono armati di spada e si arrabbiano facilmente.

11 febbraio 2013: Allahabad
Khusru Bagh

Per evitare la confusione che ci sarà oggi di coloro che lasciano Allahabad, abbiamo deciso di restare un giorno in più e andiamo a visitare le tombe moghul di Khusru Bagh da vedere all'interno di un bellissimo parco che raggiungiamo con dei tuk tuk.

12 febbraio 2013: Allahabad - Varanasi - Delhi
Sposa a Varanasi

Dopo colazione il nostro van viene a prenderci per riportarci a Varanasi, dove arriviamo con largo anticipo rispetto all'ora di partenza del nostro volo. Ne approfittiamo per fare un ultimo giro a piedi per i ghat e consumare l'ultimo dahl dalla terrazza del ristorante.

Il nostro bus ci scarica in aeroporto per rientrare a Delhi.

13 febbraio 2013: Delhi - Bologna
Aeroporto di Delhi

Arriviamo in aeroporto nela tarda mattinata, il nostro volo è in ritardo, ma non ha alcuna importanza, forse la serenità di questo popolo ci ha contagiato e aspetteremo con pazienza la partenza assaporando gli ultimi attimi di questo viaggio indimenticabile.

Foto

India

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Nessun altro paese al mondo si avvicina alla varietà e ricchezza del subcontinente indiano. Vi sono feste legate ai ritmi della natura, ai pleniluni e solstizi, ai monsoni, all’inizio della mietitura, alla fine del raccolto. E feste in onore degli dei, occasioni per pregare, purificarsi, acquisire meriti, trascendere la routine del mondo, entrare in contatto con il divino. L’evento tra gli eventi è il Kumbh Mela.

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Nessun altro paese al mondo si avvicina alla varietà e ricchezza del subcontinente indiano. Vi sono feste legate ai ritmi della natura, ai pleniluni e solstizi, ai monsoni, all’inizio della mietitura, alla fine del raccolto. E feste in onore degli dei, occasioni per pregare, purificarsi, acquisire meriti, trascendere la routine del mondo, entrare in contatto con il divino. L’evento tra gli eventi è il Kumbh Mela.

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Risorse

Sito ufficiale Kumbh Mela

Sguardi sul Kumbh Mela

Kumbh Mela, pellegrinaggio epico

Viaggio sul Gange (Airone: dicembre 2005)

Taj Mahal (Airone: marzo 2002)

Taj Mahal, un sogno di marmo (Rivista ANM)

Varanasi, magica sintesi dell'India (Rivista ANM)