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Maranhao Brasile 2013

Percorso

Brasile

Percorso animato

8-agosto-2013 Roma – Lisbona – Fortaleza – Cumbuco
9-agosto-2013 Cumbuco – Jericoacoara
10-agosto-2013 Jeri
11-agosto-2013 Jeri
12-agosto-2013 Jeri – Tatajuba – Camocim – Parnaiba
13-agosto-2013 Parnaiba – Porto Tatus – Tutoia
14-agosto-2013 Tutoia – Caburè
15-agosto-2013 Caburè – Canto Atins – Caburè
16-agosto-2013 Caburè – Faro di Mandacarù – Vassouras – Barreirinhas
17-agosto-2013 Barreirinhas – Grandi Lencois – Lagoa Azul – Barreirinhas
18-agosto-2013 Barreirinhas – Espigao – Betania – S. Amaro
19-agosto-2013 S. Amaro – Lagoa Andourinha – Lagoa da Gaivota – S. Amaro
20-agosto-2013 S. Amaro – Sangue – Sao Luis
21-agosto-2013 Sao Luis – Alcantara
22-agosto-2013 Alcantara – Sao Luis
23-agosto-2013 Sao Luis – Fortaleza – Recife
24-agosto-2013 Recife – Fernando De Noronha
25-agosto-2013 Fernando De Noronha
26-agosto-2013 Fernando De Noronha
27-agosto-2013 Fernando De Noronha
28-agosto-2013 Fernando De Noronha
29-agosto-2013 Fernando De Noronha – Recife
30-agosto-2013 Recife – Salvador de Bahia
31-agosto-2013 Salvador de Bahia
1-settembre-2013 Salvador de Bahia
2-settembre-2013 Salvador – Recife – Olinda
3-settembre-2013 Olinda – Recife – Lisbona
4-settembre-2013 Lisbona – Roma


La scheda viaggio di Avventure nel Mondo AnM

Racconto

Dune bianche e azzurre lagune (Maria Pia Roccotelli)

Il viaggio si svolge in una zona poco conosciuta del Brasile e copre tre strati: Cearà, Piauì e Maranhao, ma è quest’ultimo con il Parco dei Lencois la meta più spettacolare.

Il Parque Nacional dos Lençois Maranhenses si estende su di un’area di 155.000 ettari quadrati, delimitato ad est dal fiume Preguiça ed a ovest dalla grande Laguna di Santo Amaro, ed è formato da migliaia di dune mobili, intercalate da migliaia di lagune di acque piovane terse e cristalline. Nella stagione delle piogge, da dicembre a maggio, le lagune si riempiono per poi evaporare lentamente nei mesi secchi, perciò il periodo migliore per visitarlo è immediatamente dopo la stagione delle piogge quando l'acqua nelle pozze è ancora abbondante.

8-agosto-2013: Roma – Lisbona – Fortaleza – Cumbuco

Partiamo da Roma e ci ricongiungiamo al resto del gruppo che parte da Milano all’aeroporto di Lisbona. Dopo otto ore e mezza di volo atterriamo a Fortaleza. Ritiriamo i bagagli, passiamo il controllo passaporti e con un minibus raggiungiamo la nostra pousada a Cumbuco. E' già sera e dopo esserci distribuiti nelle stanze andiamo a cena e non possiamo andare a letto prima di aver dato inizio alla lunga serie di caipirinha che completeremo nei giorni successivi.

9-agosto-2013: Cumbuco – Jericoacoara
Kite surfer

Dopo la colazione saliamo a bordo delle nostre 4x4 alla volta di Jericoacoara da non perdere. I nostri fuoristrada avanzano veloci sul bagnasciuga tra l'oceano a perdita d'occhio a destra e le dune a sinistra. Facciamo una sosta per sgranchirci le gambe in una spiaggia affollata di kite surfer e ci attardiamo ad ammirare le evoluzioni delle tavole che sfrecciano nel vento in un carosello di aquiloni colorati.

Nonostante le nostre insistenze di fermarci per il pranzo ad un’ora decente, i nostri autisti che hanno fretta di arrivare a destinazione ci portano al ristorante solo alle 15.30 del pomeriggio. Siamo letteralmente affamati ma vista l'ora decidiamo di fare solo uno spuntino a base di aguglie fritte.

Arriviamo a Jeri al tramonto alla pousada gestita da italiani, un piccolo gioiello, arredata con gusto: ci si sente davvero a casa.

Fino a 25 anni fa Jericoacoara era solo un piccolo villaggio di pescatori, ma ora è diventata la più famosa attrazione turistica del Cearà, con le strade di sabbia da percorrere rigorosamente con le havaianas: qui non circolano veicoli a motore ad eccezione di alcune dune buggy che fungono da taxi.

Dopo la lauta cena a base di pesce diamo l'assalto ai chioschetti in spiaggia che preparano caipirinha e cocktail vari.

10-agosto-2013: Jeri
Relax sull'amaca

Saccheggiamo letteralmente il buffet della colazione nel quale non mancano delle ottime torte fatte in casa. Le dune buggy che ci condurranno in giro per le lagoas che circondano Jeri ci aspettano fuori dalla pousada. I nostri autisti si divertono a rincorrersi sulla spiaggia mentre noi li incitiamo a sorpassare i nostri compagni

Arriviamo alla Lagoa Azul da vedere, per raggiungere l’isoletta al centro della laguna dobbiamo guadarla con l'acqua fino alle cosce, e depositati gli zainetti sotto un ombrellone, ci dedichiamo al relax più totale sorbendo birra, succhi di frutta e caipirinha comodamente sdraiati nelle amache a pelo d’acqua.

Sfiancati dall'intensa attività di sollevare il bicchiere e portarlo alla bocca ci spostiamo alla Lagoa Paraiso da non perdere, che è molto meno affollata della precedente, pranziamo e ci godiamo questo angolo di paradiso.

Sulla strada del ritorno alla pousada facciamo tappa ad una grande duna che scaliamo affondando i piedi nudi nella sabbia bianca e i più avventurosi si lanciano di corsa a rotta di collo giù dalla duna lungo il lato più ripido.

Il resto del pomeriggio lo passiamo immersi in attività assolutamente inutili fino all'ora di cena, che anche questa sera è ottima: il polpo grigliato che ho ordinato è davvero stratosferico. E dopo cena non può mancare la nostra caipirinha quotidiana anche con variazioni sul tema: alla maracuja e altri frutti tropicali con un gradevole sottofondo musicale.

11-agosto-2013: Jeri
Tramonto alla Pedra Fourada

Anche questa mattina ci avventiamo come avvoltoi sul buffet della colazione e i più pigri ad alzarsi dal letto troveranno ben poco. Oggi vogliamo sperimentare il sandboarding e per l'impresa reclutiamo in spiaggia un ragazzo che può darci qualche lezione e procurarci anche le tavole.

Ci conduce in cima alla duna a ridosso della spiaggia, ma dobbiamo fare i turni perchè non ci sono tavole per tutti, così almeno possiamo riposarci fra un tentativo e l'altro, visto che la risalita della duna è davvero faticosa.

I più ardimentosi si cimentano con la discesa in piedi con esiti quasi sempre disastrosi, mentre gli altri si accontentano di scivolare sulla sabbia stando seduti sulla tavola. Dopo un’ora di su e giù dalla duna siamo stremati e completamente insabbiati.

Ci serve un tuffo in mare per ritornare presentabili, dopodichè non ci resta che cercare un ristorante sulla spiaggia dove rifocillarci osservando i kite surfer alle prime armi che si affannano nello specchio di mare antistante.

Dobbiamo rinunciare al nostro programma di andare ad ammirare il tramonto alla Pedra Fourada da vedere a cavallo perchè il noleggiatore di cavalli dopo aver temporeggiato un po' ci dice che non ha cavalli disponibili. In tre decidiamo di cercare un'alternativa per raggiunere la Pedra Fourada, saltiamo su una dune buggy che deve viaggiare a velocità sostenuta sulla strada sterrata perchè ormai manca pochissimo al tramonto. La Pedra Fourada dista 20 minuti buoni di cammino dal parcheggio dove ci lascia il nostro taxi e ci tocca saltellare sui sassi lungo la spiaggia per arrivare a destinazione appena in tempo per fotografare il sole che si tuffa nell'oceano proprio dietro l'arco di roccia.

La sera bissiamo il ristorante della sera precedente e la maggioranza sperimenta il tanto decantato polpo alla griglia. Per le strade e nei locali è un continuo paralre in italiano, quasi tutti gruppi di Avventure: il Maranhao è una meta molto gettonata. Dopo cena scatta la frenesia dello shopping di havaianas. Intanto si è sparsa la voce di un party sulla spiaggia e mentre alcuni vanno alla ricerca della festa, insieme ad un gruppetto di pigri desisto optando per una caipirinha nel posto più trendy di Jeri, che ci verrà servita in quantità industriali.

12-agosto-2013: Jeri – Tatajuba – Camocim – Parnaiba
Zattere

Ci trasferiamo alla Lagoa Tatajuba interessante dove restiamo un’ora, l’acqua non è limpidissima e ci limitiamo a stenderci sulle amache in acqua. Riprendiamo il cammino per Parnaiba e lungo il tragitto le nostre jeep devono essere caricate su zattere spinte a mano con dei lunghi bastoni per attraversare i corsi d'acqua.

Arriviamo alla nostra pousada nel pomeriggio: è un posto quasi surreale pieno di bandiere svizzere e oggetti che sembrano provenire da una baita di montagna. Andiamo a cena dirigendoci verso l’imbarcadero, la città ha un aspetto quasi spettrale con le ampie strade poco trafficate. Dopo un quarto d’ora di cammino finalmente troviamo alcuni ristoranti e battezzatone uno, ci sediamo per ordinare pesce e gamberoni.

13-agosto-2013: Parnaiba – Porto Tatus – Tutoia
Guaras

Raggiungiamo Porto do Tatus dove ci aspettano le due lance per Tutoia. La navigazione sul fiume Parnaiba in mezzo alle mangrovie è incantevole, facciamo tappa all’Ilha Canarias da non perdere per le foto sulle dune e facciamo sosta pranzo all’Ilha Coroita e in un quarto d’ora di navigazione raggiungiamo Tutoia interessante. Dopo la sensazione di desolazione che ci ha lasciato Parnaiba questa cittadina ci sembra persino carina.

Ci organizziamo per l’escursione agli ibis rossi da non perdere (qui chiamati guaras) quindi ripartiamo verso l’isola Coroità armati di binocolo e macchina fotografica. Appena arrivati intravvediamo alcuni ibis al limite della vegetazione, poi man mano ne arrivano altri in volo, sembra si siano dati appuntamento per l'happy hour, al calare del sole il loro piumaggio diventa sempre più rosso, finchè si alzano in volo scomparendo in mezzo al fitto fogliame degli alberi. Rientriamo mentre il sole sta tramontando.

C'è un solo ristorante aperto in tutto il paese, così non abbiamo l'imbarazzo della scelta.

14-agosto-2013: Tutoia – Caburè
La pousada di Caburè

Saliamo su due camion fuoristrada che ci porteranno a Caburè da non perdere. Definire il percorso accidentato è riduttivo, visto che passiamo due ore shakerati sul nostro camion, mentre intorno a noi sfilano fitte foreste di piante di cajù (le cajueire). Appena arrivati ci rendiamo conto di essere in un posto fuori dal mondo. La località viene riportata puntualmente da ogni cartina geografica; sarebbe, quindi, logico aspettarsi una cittadina, un paesino, un villaggio e invece il paese è composto da tre pousade, qualche ristorantino e… nient'altro!

Ci sistemiamo nelle nostre casette colorate e dopo aver sperimentato tempi di attesa biblici per il pranzo ordiniamo la cena per evitare la stessa esperienza alla sera. Prima del tramonto una barchetta a motore ci porta a vedere i guaras, appena arrivat ne avvistiamo alcunii, ma volano via, ne sopraggiungono altri ma sono controluce e non riusciamo ad apprezzare il loro piumaggio rosso vivo.

La cena sapientemente prenotata per tempo ci viene servita non appena ci sediamo a tavola. Trascorriamo il resto della serata con qualche giro di caipirinha ed il gioco dei mimi finché rimane acceso il generatore che per l'occasione viene spento a mezzanotte anziché alle dieci. Il vento soffia incessante tutta la notte, sibilando tra le lamiere del tetto, e solleva la sabbia che si insinua tra le fessure delle capanne e ricopre i bagagli sul pavimento.

15-agosto-2013: Caburè – Canto Atins – Caburè
Giù dalla duna

Una barca ci trasborda sull'altro lato del fiume dove ci raggiungono i camion 4x4, che dobbiamo condividere con un altro gruppo di Avventure. Alla foce del Rio Preguicas, a pochi metri dalle acque dell’oceano si trova la località Atins. Una combinazione di vegetazione e sabbia che, andando verso l’entroterra, lascia definitivamente il passo a quest’ultima. Siamo nei Grandi Lencois: un pezzo di erg sahariano inaspettatamente istanziato nello stato brasiliano del Maranhao.

Abbandonati i nostri mezzi proseguiamo a piedi seguendo la guida lungo un percorso contrassegnato da bandierine, indispensabili perché mancando i punti di riferimento terrestri, l’avventurarsi tra le dune senza tener ben presente la direzione per il ritorno potrebbe rivelarsi pericoloso: il vento cancella molto in fretta le tracce.

Dopo mezz’ora di cammino intravvediamo la lagoa Verde da non perdere: uno spettacolo mozzafiato. Sostiamo per un paio d’ore a fare il bagno, a circumnavigare la laguna, nuotare, rotolarsi giù dalle dune...

Nel pomeriggio insieme al un gruppo dei temerari decidiamo di andare a fare il giro in quad da non perdere sulle dune dei piccoli Lencois. Dopo una serrata contrattazione per la cifra del noleggio partiamo al seguito della nostra guida. Non sono mai stata su un quad, neppure da passeggero, ma mi cimento ugualmente nella guida.

Laguna

L'esordio è da Paperissima: per evitare un altro quad mi infilo in una catasta di legno dalla quale devono venire a tirarmi fuori. Fortunatamente nel primo tratto sul bagnasciuga acquisisco un po’ di familiarità con il mezzo e possiamo quindi addentrarci nelle dune. Da autisti inesperti quali siamo, registriamo una lunga serie di disavventure: un quad si pianta in un banco di sabbie mobili, un altro dopo il guado di una pozza si spegne e non riusciamo a rimettrlo in moto, un altro ancora si ribalta in acqua fortunatamente senza conseguenze, io stessa sorpresa da un avvallamento della sabbia faccio un salto da brivido. Sarà comunque una delle più belle esperienze del viaggio: le dune sinuose alternate ai laghetti che riflettono l'azzurro del cielo nella calda luce del tardo pomeriggio sono da urlo e un po' di adrenalina non guasta.

Rientriamo che il sole è già basso all'orizzonte e andiamo a cena con il gruppo di Avventure che viaggia in parallelo al nostro. Ceniamo con la musica, molte delle portate sul menu non sono disponibili ma la qualità del cibo è buona, e i tempi di attesa come al solito infiniti. E dopo cena si balla!

16-agosto-2013: Caburè – Faro di Mandacarù – Vassouras – Barreirinhas
In volo sui Lencois

Risaliamo il Rio Preguiças con due lance alla volta di Barreirinhas e dopo soli 15 minuti di navigazione in mezzo alla vegetazione lussureggiante arriviamo al faro Mandacarù interessante che con i suoi 54 metri di altezza ci consente di ammirare il fiume in tutta la sua bellezza: lo sguardo si spinge fino alla foce del rio Preguicas e, quasi sulla linea dell’orizzonte, alla spiaggia di Caburè. Ripartiamo alla volta di Vassouras da vedere dove la sabbia avanza inesorabile verso la foce del rio Preguicas. Spendiamo la nostra breve sosta passeggiando tra le dune o facendo uno spuntino prima di ripartire per Barreirinhas.

Nel pomeriggio abbiamo programmato il volo sopra i Lençois da non perdere. Gli aerei sono da tre o da cinque passeggeri e dobbiamo fare i turni, il volo dura mezz’ora. Davanti ai nostri occhi uno spettacolo magnifico: le dune variamente forgiate dal vento e le acque dolci e trasparenti danno vita ad uno scenario tanto suggestivo quanto insolito. Il pilota si prodiga in ampie virate per consentirci qualche scatto fotografico che immortali la infinita teoria di dune e specchi d’acqua sotto di noi. Dopo cena ci uniamo ad altri due gruppi di Avventure e andiamo a fare quattro salti in discoteca.

17-agosto-2013: Barreirinhas – Grandi Lencois – Lagoa Azul – Barreirinhas
Barca a Barreirinhas

Al mattino molti sono stanchi per la trascorsa notte brava e a colazione non si vedono, quindi la prevista discesa del fiume con le camere d'aria va a monte per scarsità di partecipanti. Passiamo la mattina gironzolando per la città fino all'ora convenuta per l'escursione alle lagune.

Dopo quasi un’ora di accidentati tracciati fuoristrada, giungiamo accaldati alla lagoa Azul da non perdere e ci concediamo volentieri un bagno nelle sue acque limpide. La magica atmosfera creata dalle luci del tardo pomeriggio rende particolarmente suggestivo, anche dal punto di vista fotografico, il calar del sole sui Lencois. Aspettiamo scomparire l'ultimo raggio di sole dietro le dune prima di ritornare ai fuoristrada. All'imbarco della chiatta per attraversare il fiume si forma un ingorgo di fuoristrada e ci vorrà un'ora e mezza per smaltire la coda. Inganniamo l’attesa nel baretto vicino all'imnbarcadero bevendo birra e ballando. La cena ed il rito della cipirinha concludono degnamente la giornata.

18-agosto-2013: Barreirinhas – Espigao – Betania – S. Amaro
Siesta a Betania

I fuoristrada avanzano nel reticolo di accidentati sterrati per un paio d'ore prima di giungere a Betania. Una barchetta che trasporta cinque persone per volta ci traghetta sull'altra sponda del fiume e dopo dieci minuti di cammino attraverso le dune dal bianco accecante arriviamo alla laguna Betania da vedere, che oltrepassiamo per raggiungere la laguna successiva dall'acqua turchese. Rientrati nella piccola fattoria sul Rio Alegre ci servono per pranzo un’ottima gallina e del pesce innaffiati da abbondante birra ghiacciata.

Ripartiamo per Espigao da vedere, raggiungiamo la laguna guadando a piedi il fiume con l’acqua fino alla cintola, il bagno nella trasparente laguna è d'obbligo prima di fare rotta verso Santo Amaro.

Durante il traferimento la parte posteriore del camion che ci precede (dove sono caricati i nostri bagali) finisce in acqua e già ci immaginiamo tutta la roba bagnata all'interno.

Arrivati a Santo Amaro scopriamo che c'è stato un disguido nella prenotazione della pousada, ma alla fine riusciamo a trovare una sistemazione. Scarichiamo i bagagli e scopriamo con grande sollievo che la roba non si è bagnata. Per la cena dobbiamo accontentarci di alcune pizze surgelate del ristorante della pousada, questa sera non rischiamo l'indigestione!

Raggiungiamo il luogo da dove proviene della musica a tutto volume che scopriamo essere una sorta di discoteca all'aperto, ma è completamente deserta. Rientriamo con la vana speranza di farci preparare una caipirinha nella nostra pousada, e come temuto tergiversano sostenendo che è tardi, ma di fronte alla nostra insistenza cedono e ce ne preparano solo 7, non sapremo mai di quale complicato calcolo sia il risultato questo numero.

19-agosto-2013: S. Amaro – Lagoa Andourinha – Lagoa da Gaivota – S. Amaro
Fuoristrada sulle dune

Onde evitare una cena parca come quella della sera precedente passiamo al ristorante ad ordinare la cena prima di muoverci per l'escursione alle lagune. Invadiamo un piccolo market per procurarci qualcosa da mettere sotto i denti per pranzo visto che staremo fuori tutto il giorno.

In poco meno di un'ora raggiungiamo il posto dal quale, parcheggiati i mezzi, procediamo a piedi accompagnati dalla nostra guida e dopo venti minuti di cammino arriviamo ad una laguna dove è d'obbligo una sosta bagno. In due rinunciano a proseguire per la lagoa Andourinha da non perdere che è davvero incantevole. Qui tra bagni, nuotate, foto da calendario e passeggiate il tempo vola e alle tre leviamo le tende per trasferirci alla lagoa Gaivota da non perdere dove aspettiamo il tramonto.

20-agosto-2013: S. Amaro – Sangue – Sao Luis
Per le strade di Sao Luis

Ultimo trasferimento in fuoristrada fino a Sangue dove trasbordiamo su un pullmino e dopo altre tre ore di strada arriviamo a Sao Luis da vedere. Tutto questo traffico ci lascia molto interdetti, dopo gli spazi incontaminati dei giorni precedenti non ci siamo più abituati. Il pullmino ci scarica cinquanta metri dalla nostra pousada ubicata in una strada pedonale, in un edificio storico ed arredata con stile. Visitiamo a piccoli gruppi la città: il centro storico è alquanto decadente e rimpiangiamo le belle lagune che ci siamo lasciati alle spalle.

Provvediamo a prenotare i biglietti per il catamarano per Alcantara per il mattino successivo e ci sediamo a sorseggiare birra e caipirinha ai tavolini di un bar in piena piazza.

Prima di andare a cena siamo attratti dalla musica che proviene dalla piazzetta vicina al nostro hotel dove un gruppo locale con abiti tradizionali si esibisce in occasione della settimana della cultura popolare. Veniamo conquistati dal ritmo coinvolgente delle danze che quasi dimentichiamo che è ora di cena. Abbiamo prenotato in un ristorante alla moda e per la prima volta sperimentiamo un servizio rapido ed efficiente.

21-agosto-2013: Sao Luis – Alcantara
Alcantara

Portiamo via solo un piccolo zainetto con il necesario per una notte mentre lasciamo il resto del bagaglio nella pousada a Sao Luis dove rientremo domani. Il catamarano molla gli ormeggi e facciamo a gara ad accaparrarci i posti davanti per poterci godere fino in fondo la traversata, ma ahimè le onde della baia di Sao Marcos si abbattono su di noi a secchiate e arriveremo a destinazione completamente fradici.

Sbarcati ad Alcantara da non perdere montiamo su due taxi e tre mototaxi per raggiungere la pousada, dove dobbiamo strigerci per far posto ad un altro gruppo di Avventure. Nell'attesa che rifacciano le nostre stanze cerchiamo ristoro nella piscina sorseggiando birra e caipirinha.

Guaras in volo

Andiamo in esplorazione del paese, ma non riusciamo a resistere alle lusinghe del pesce fritto promesso da una trattoria casalinga. Con la pancia piena puntiamo verso il porto dove abbiamo appuntamento con gli altri per l'escursione agli ibis rossi, ma lungo la strada veniamo raccattati dal nostro pullmino diretto al porto. Dopo una ssota per una passeggiata in spiaggia il barcaiolo ci recupera per condurci nel luogo di avvistamento.

Lo spettacolo a cui assistiamo è davvero unico: i guaras da non perdere convergono verso la boscaglia di fronte a noi ed enormi fiori scarlatti sembrano sbocciare di colpo in mezzo alla fitta vegetazione. Nel frattempo sta salendo la marea e la barca riesce ad arrivare davvero vicino agli ibis tanto da lasciarci senza fiato. Il sole è già tramontato e rientriamo nella pallida luce della luna piena che sta sorgendo all'orizzonte.

22-agosto-2013: Alcantara – Sao Luis

Dedichiamo la mattinata alla visita della comunità quilombolas come suggeritoci da una guida brasiliana incontrata alla pousada di Sao Luis. Nella fabbrica di terracotta possiamo osservare le donne al lavoro che ci invitano a provare anche noi, prima di concederci un bagno al vicino fiume.

Non ci resta che raggiungere il porto per risalire a bordo del catamarano che ci riporterà a Sao Luis e memori delle vicissitudini dell'andata ci sistemiamo tutti diligentemente sulle panche a poppa. Dopo cena ci mescoliamo alla moltitudine di studenti che sono soliti animare il centro storico della città tuffandoci nella movida notturna e concludendo la serata con una festa reggae.

23-agosto-2013: Sao Luis – Fortaleza – Recife

Alla spicciolata arriviamo a colazione perché qualcuno ha fatto le ore piccole la sera precedente. Oggi il gruppo si divide, in quattro prolunghiamo la permanenza in Brasile mentre gli altri si apprestano a rientrare in Italia e all'aeroporto di Recife le nostre strade si dividono. Pernottiamo a Recife in un hotel vicino all'aeroporto per ridurre al minimo i trasferimenti da e per l'aeroporto visto il giorno successivo abbaimo il volo per Fernando del Noronha. L'hotel è alquanto spartano e non ha neppure il ristorante quindi siamo costretti consumare una tristissima cena in camera ordinata in un take away.

24-agosto-2013: Recife – Fernando De Noronha
Panorama su Fernando

Dopo uno scalo più lungo del dovuto a Natal arriviamo a Fernando de Noronha. Il pilota prima dell’atterraggio ci regala un giro panoramico sull’isola illustrandoci i principali punti di interesse. I turisti nell'isola sono contingentati per limitarne l'impatto ambientale e per tale ragione c'è da pagare una tassa di preservazione ambientale. Un taxi ci porta dalla nostra affittacamere, le stanze sono un po' anguste, ma è quanto il nostro budget ci permette visto che in quest'isola è tutto carissimo.

Scendiamo alla Praia do Cachorro da vedere, la spiaggia più riparata dal vento, il bagno in questa acqua trasparente dai riflessi verdi è una libidine unica. Ordiniamo una classica caipirinha nel minuscolo bar affacciato sulla lingua di sabbia mentre il sole comincia a tramontare. Una squisita cena e una caipirinha mettono la parola fine su questa lunga giornata.

25-agosto-2013: Fernando De Noronha
Praia do Sancho

La nostra sistemazione non prevede la colazione perciò scendiamo in paese per procurarcela, compriamo yogurt e biscotti e ci sediamo in un baretto dove ordiniamo caffè e succo di frutta. Decidiamo di noleggiare una dune buggy così possiamo divertirci a scorrazzare in lungo e largo per tutta l'isola. Ora che siamo dotati di un mezzo andiamo dopo avere fattobenzina a fare la spesa al supermercato.

Quindi ci avviamo verso Praia do Boldros da vedere, non abbiamo dimestichezza con lo sterrato e lasciamo l’auto distante dalla spiaggia che raggiungiamo a piedi, il luogo è splendido, l’acqua trasparente e non c’è praticamente nessuno. Alterniamo bagni e relax, ma ci viene subito voglia di esplorare le altre spiagge. Optiamo per la Baia dos Golfinhos da non perdere e la Praia do Sancho da non perdere. Dal parcheggio di dipartono alcuni agevoli sentieri ben segnalati su passerelle di legno, imbocchiamo quello che conduce alla baia do Golfinhos che termina con una terrazza affacciata direttamente sulla baia, il cui accesso è proibito. Da qui possiamo osservare il passaggio dei delfini che indisturbati saltano e giocano con le onde nel loro ambiente naturale.

Appagati dall'avvistamento dei delfini riprendiamo il sentiero in direzione Praia do Sancho che procede a mezza costa dominando la scogliera con un panorama mozzafiato su tutta la baia, fino ad una scala ferrata che incastrata tra una spaccatura nella roccia rende possibile l’accesso all’arenile della spiaggia. Lo spettacolo è davvero indimenticabile: l’acqua di una limpididezza unica è verdissima e con la maschera si possono vedere nuvole di piccoli pesci, grossi barracuda e tartarughe.

Lasciamo la spiaggia quando il cielo si rannuvola, proseguiamo lungo il sentiero a mezza costa finchè non si svela davanti ai nostri occhi estasiati uno splendido scorcio sulla Baia dos Porcos e l’Ilha dos Irmaos.

Prenotiamo due immersioni per il giorno successivo, poi l'abituale caipirinha alla spiaggia do Cachorro mentre comincia a piovere. Battiamo in ritirata verso la nostra pensioncina mentre si scatena un diluvio, continuerà a piovere incessantemente per tutta la sera, sicchè decidiamo di cenare nel ristorante più vicino.

26-agosto-2013: Fernando De Noronha
Praia do Leao

Il minibus del diving passa a prenderci al mattino presto per condurci al porto dove ci aspetta la barca che ci porterà sul punto di immersione. Sotto un cielo grigio navighiamo verso l’Ilha dos Irmaos da vedere dove faremo la prima immersione, durante la quale vediamo qualche trigone e poco altro anche perchè dobbiamo risalire dopo soli 30 minuti perché uno del gruppo ha terminato la scorta d’aria. Durante l'intervallo di superficie veniamo sorpresi da un abbondante scroscio di pioggia. Nel secondo tuffo vediamo alcuni squali di barriera, tartarughe e qualche barracuda.

A bordo della nostra dune buggy andiamo alla Praia do Sueste da vedere, da questa parte dell’isola il mare è mosso e l’acqua un po’ torbida per via delle alghe, ma ugualmente vediamo uno squaletto e un trigone. Mangiamo un boccone e ci trasferiamo a Praia do Leao interessante. Ceniamo al ristorante che sovrasta la spiaggia do Cachorro, quindi ci trasferiamo in un locale dove ci è stato segnalato un concerto reggae, ma siamo stanchi e visto che l'attesa si protrae troppo a lungo rinunciamo.

27-agosto-2013: Fernando De Noronha
Baia dos Porcos

Dopo colazione prendiamo la nostra buggy e andiamo a fare il bagno alla Baia dos Porcos da non perdere, la spiaggia raggiunge con una scalinata da Praia Cacimba do Padre da vedere ed è accessibile solo con la bassa marea, per questo appena la marea comincia a salire dobbiamo venir via.

Nel nostro girovagare scopriamo un capanno a ridosso della spaiggia che prepara un ottimo pesce cotto nella foglia di banano, che non possiamo lasciarci sfuggire. Nel pomeriggio ritorniamo alla Baia do Sancho che ci è rimasta nel cuore e ci restiamo per tutto il pomeriggio fino all'ora dell'abituale appuntamento con l'aperitivo alla Praia do Cachorro. Andiamo a cena al ristorante del porto che vuole darsi un certo tono internazionale ed è pieno di italiani.

28-agosto-2013: Fernando De Noronha
Praia da Conceicao

Prenotiamo l’escursione alla Praia da Atalaia da vedere che si visita solo accompagnati da una guida, la prenotazione è gratuita e troviamo posto solo per le 16.30: le visite si effettuano durante la bassa marea. Trascorriamo il resto della giornata Praia da Conceicao da vedere.

Quindi raggiungiamo Praia da Atalaia e, noleggiate maschera, boccaglio e giubbotto salvagente che sono obbligatori per fare il bagno nella pozza di marea dal particolare ecosistema, ci incamminiamo verso la spiaggia. Dopo circa mezz’ora arriviamo alla pozza che purtroppo è già in ombra. Per chiudere il cerchio facciamo l'ultima cena sull'isola nel ristorante che tanto ci era piaciuto la prima sera.

29-agosto-2013: Fernando De Noronha – Recife

Restituiamo la dune buggy e a piedi raggiungiamo Praia do Cachorro, per gli ultimi bagni e un pranzetto a base di gamberi e pollo. Recuperati i bagagli ci facciamo portare in aeroporto e una volta a Recife andiamo al nostro ostello. Scoviamo un ristorante non lontano dall'ostello frequentato da locali dove c’è anche un gruppo che suona e passiamo piacevolmente la serata davanti ad una montagna di gamberoni.

30-agosto-2013: Recife – Salvador de Bahia
Salvador de Bahia

Un altro volo mattutino ci aspetta oggi con destinazione Salvador de Bahia da non perdere e alle 9.30 siamo a largo do Pelourinho di fronte alla nostra pousada. La posizione della nostra pousada è eccezionale le finestre del locale per la colazione affacciano direttamente sul largo do Pelourinho da non perdere.

Impegnamo la giornata perdendoci nelle strette stradine del Pelourinho tra le case dai colori pastello respirando l'atmosfera unica del luogo mentre brevi piogge si alternano a schiarite, ma Bahia è soprattutto musica e ritmo, ne è dimostrazione la lezione di percussioni in strada davanti all’associazione che si adopera per tenere lontano dalla strada i ragazzi.

Praia do Leao

Una delle testimonianze più significative del contributo degli africani alla cultura afro-baiana è senza dubbio la Capoeira da non perdere, un danza-lotta proveniente dall’Africa, che fu praticata per secoli dagli schiavi in segreto. Il padrone bianco la vietava perché vi vedeva una potenziale arma di difesa-attacco dello schiavo e nel contempo la temeva perché la violenza della lotta avrebbe potuto rovinargli quella che considerava semplicemente come una proprietà: lo schiavo negro. Non possiamo sottrarci al richiamo di assistere ad un'esibizione di capoeira presso la scuola di Mestre Bimba, durante la quale ci chiedono di non fare filmati, ma ci lasciano fografare le loro acrobazie.

31-agosto-2013: Salvador de Bahia
Nostra Senora de Bonfim

Anche oggi piove a dirotto, quindi decidiamo salire sul bus turistico che almeno è coperto. La prima tappa è Nostra Senora de Bonfim interessante: la chiesa più famosa e amata dai Baiani, meta continua di fedeli che vanno a chiedere la grazia o a sciogliere voti. Lungo tutta la cancellata sono annodati nastri votivi colorati che sventolano al vento e all'interno si trova una singolare raccolta di “ex-voto”. Per l'ora di pranzo siamo nella zona di Barra e non ci resta che cercare un ristorante dove cucinano il granchio. Usciti dal ristorante prendiamo letteralmente al volo il bus turistico che ci riporta verso il Pelourinho.

Per aggiungere un altro tassello alla comprensione dell'articolata cultura baiana assistiamo alla cerimonia del Candomblé da non perdere. A Bahia, a differenza di altre paesi delle Americhe dove furono deportati, i negri furono capaci di mantenere la loro religione. Di nascosto, usando l’artificio di affiancare a ogni loro divinità un santo o una divinità cattolica (Oxalá-Gesù Bambino, in genere Senhor do Bonfim; Ogun-S. Antonio e così via) riuscirono a continuare a praticare le loro credenze originali. Gli adepti al Candomblé credono negli Orixa (detti anche Santi), delle divinità che possiedono una propria personalità e ciascuno di loro è associato ad un fenomeno naturale specifico e a certi colori.

Granchio

Lungo due lati della sala sono disposte le sedie destinate agli ospiti rigorosamente divisi per sesso, in un angolo ci sono i tamburi per l'accompagnamento sonoro e ancora le poltrone per la Mãe-de-Santo e della Mãe-Pequena. Gli uomini hanno un ruolo marginale, infatti gli unici uomini presenti sono i suonatori di percussioni. Le donne, vestite con i tipici abiti bahiani con tanto di ampie gonne, si dispongono in circolo e cominciano a danzare al ritmo ossessivo dei tamburi. Danzano tre volte per ogni Orixas cui rendono omaggio e chiedono loro di venire. La cerimonia culmina con la trance, testimoniata dall'intenso tremore, di alcune delle donne che vengono possedute dagli Orixas. Ci viene offerto anche del cibo. Rientriamo che sono le 23.00 passate e siccome è sabato le strade del centro sono invase di gente che mangia, beve, balla.

1-settembre-2013: Salvador de Bahia
Surfisti

Oggi è domenica e finalmente la pioggia ci concede una tregua, ritorniamo al quartiere Barra la via che costeggia la spiaggia per l’occasione è pedonalizzata ed è gremita di gente. Saliamo al faro per osservare la spiaggia dall’alto e poi affacciati al parapetto della strada che costeggia la spiaggia ci mettiamo ad ammirare le evoluzioni dei surfisti che cavalcano le onde dell’oceano. Ci infiliamo in uno dei ristoranti frequentato dai brasiliani per pranzare e per finire facciamo un salto in un centro commerciale per qualche acquisto.

2-settembre-2013: Salvador – Recife – Olinda

Stamattina un sole caldo splende su Bahia e ne appfrofittiamo per fare un giro al Carmo, pranziamo velocemente e ci facciamo accompagnare in aeroporto. All’aeroporto di Recife ci attende il transfer per Olinda da vedere. La pousada è un po' equivoca: sul soffitto della nostra stanza c'è un vistoso specchio, e per tutta la notte sentiamo provenire aldilà della parete il rumore di un televisore acceso. Andiamo a cena nel vicino ristorante, poi andiamo in avanscoperta del centro storico.

3-settembre-2013: Olinda – Recife – Lisbona
Olinda

Dopo colazione visitiamo la città, famosa per essere una delle città coloniali in stile barocco portoghese meglio conservate e più interessanti dal punto di vista storico, con viuzze strette e tortuose, giardini e cortili con alberi da frutto, botteghe e negozi artigianali, gallerie d’arte locale, chiese ed antiche dimore. Tipiche le “sobrados”, case a due piani risalenti al periodo coloniale e caratterizzate da balconi in legno con decorazioni in stile moresco. Raggiungiamo la cattedrale Alto da Sé il punto più alto della città da dove si gode un bellissimo panorama della città affacciata sull'oceano.

Diamo fondo a tutti i reais che ci sono rimasti in tasca nel miglior ristorante della città, segnalato in tutte le guide, che si rivela all'altezza delle nostre aspettative. Dopo aver bivaccato per qualche ora sul lungomare che ha un aspetto alquanto degradato ci trasferiamo all'aeroporto di Recife dove ci imbarchiamo poco prima della mezzanotte.

4-settembre-2013: Lisbona – Roma

L’aereo atterra a Lisbona in orario, ma il volo da Lisbona parte in ritardo e arriveremo in ritardo a Roma rendendo problematico il nostro rientro a casa, ma mentre ci affanniamo a trovare una soluzione per rientrare a Bologna turbinano nella nostra mente gli indelebili ricordi di questo splendido viaggio.

Foto

Maranhao

Maranhao Brasile

Dalla moderna città di Fortaleza alla mitica spiaggia di Jericoacoara, una delle piú belle spiagge del mondo, circondata da un sistema di dune mobili che avanzano continuamente all’inarrestabile soffiare dei venti; dalle selvagge isole del Delta del Rio Parnaiba ammantate dalle foreste di mangrovie ai Piccoli Lençóis a Caburè, striscia di sabbia stretta tra l'oceano e le sponde del Rio Preguiça.

Infine una meraviglia della natura: il Parco Nazionale dei Lençóis Maranhenses, l’inesplorato e remoto “Deserto Bianco”, un mistero per la geologia, un mondo “mobile” di dune di sabbia bianchissima intercalate da lagune cristalline verdi e blu dove vivono i "caboclos”, popolazione nativa dedita all’agricoltura e alla pesca. E poi São Luís e Alcantara, tra le più belle città coloniali del nord-est.

E per finire lo splendido arcipelago di Fernando de Noronha, un'area protetta, a numero chiuso dove si trovano le più belle spiagge del Brasile e una puntata a Salvador de Bahia dove assaporare la gioia di vivere bahiana.

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Video

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Il Brasile è un paese molto esteso che presenta una grande varietà di regioni molto diverse tra loro e questo viaggio lo dimostra ampiamente: il Maranhao con le sue dune e lagune, l'isola di Fernando de Noronha con le sue incantevoli spiagge e la vivace Salvador de Bahia rappresentano solo alcune istantanee dei mille volti di poliedrico questo paese.

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Risorse

Brazil

Sabbia, dune, palme... Africa? No. Il Maranhao(Rivista ANM)

Maranhao un deserto ai tropici(Rivista ANM)